Don Angelo Lolli

Biografia del servo di Dio Don Angelo Lolli (1880-1958)


Angelo Lolli nasce a Ravenna il 21 agosto 1880, in via Scaletta 20, una zona della città abitata da famiglie fra le più povere della Parrocchia di San Biagio. Entra in Seminario Arcivescovile il 3 novembre 1890. Da seminarista, si aggrega al Terz’ordine francescano il 9 ottobre 1895.
Fin da piccolo il “monello di Dio”, come lui stesso amava definirsi, non fu propriamente un angioletto. In Seminario, le regole rigide gli insegnano la disciplina, ma non ne piegano l’irruenza e la vivacità. Si distinguerà sempre, da bambino come da adulto, per quella forza di osare, di andare al di là, di salire le vette.
È ordinato sacerdote il 6 giugno 1903 dall’Arcivescovo Guido Maria Conforti, ora Santo, nella cappella del Palazzo Arcivescovile, dedicata a Sant’Andrea, in Ravenna. È solo l’inizio di una vita nuova, di un esemplare programma di vita. Scriverà il 3 marzo 1906: “Ti sei fatto prete per salvare gli altri, per condurre gli uomini a Dio non solo curando il benessere spirituale, ma anche quello materiale”.
I primi anni di sacerdozio sono anni di tormento interiore, anni in cui sente tutta la sua miseria e inadeguatezza di uomo; prova disprezzo per il mondo, dove vede solo egoismo e vanità. Si sente tiepido, inutile, insoddisfatto. Attraverso l’ascolto, la preghiera, il silenzio, un’intensa vita contemplativa, imparerà a lasciarsi portare da Dio, a “lasciarsi fare”.
Lolli insegue un ventaglio di progetti, riceve dall’Arcivescovo incarichi di fiducia come quello di tenere una serie articolata di lezioni di cultura religiosa ad un pubblico colto ed elitario della città. Medita “se mi spingessi in una lotta esteriore col male” e prega di poter divenire “un campione” avvertendo però la sottile insidia “quando le lodi degli altri vengono ad esaltarmi”. Dio, però, gli manda precisi e ripetuti segnali in tutt’altra direzione.
Profondamente innamorato di Dio, si cala nella realtà umana e sociale in cui vive. Asciugare le lacrime calde che rigano il volto dei poveri più miseri, dei malati senza speranza di guarire, dei malinconici che hanno smarrito la loro gioia in un tempo che fu. Leccare le ferite degli esseri umani: fu questa la missione di don Angelo Lolli. Sarà “il professionista, lo specialista della bontà”. E continua: “Sarò l’amico degli sventurati. Vi prego, Signore, di dare a me una parte di quelle sofferenze”.
Ormai l’atmosfera di dolore lo avvolge e penetra. Ha finalmente trovato la sua vocazione e scoperto il disegno pensato per lui fin dall’eternità.
Per questo generoso sacerdote romagnolo, gli “scarti umani” profumano di Dio. Sarà l’amico dei poveri, disposto a tutto per vedere un cenno di gioia sul loro volto, sarà padre e fratello degli emarginati della storia. Utilizza tutti i mezzi che la Provvidenza gli ispira per poter allievare i poveri e i sofferenti. Ripete spesso: “Andare all’anima attraverso il corpo”.
Uomo di azione e di fede ardente, “un contemplativo per le strade di Ravenna”, riesce a dare vita a numerose iniziative con una poliedrica creatività. Nel 1911 fonda due istituzioni parallele, le prime e uniche nel loro genere in città: la “Biblioteca Cattolica Circolante” e la “Pia Opera Assistenza Infermi Poveri a domicilio”.
Nel giugno 1927 don Lolli avvia la pubblicazione de “L’Amico degli Infermi”: un giornale che raggiunge migliaia di famiglie. Oltre agli Editoriali, a meditazioni spirituali, risulta particolarmente efficace la Cronaca di Casa, perché informa sulla quotidianità della vita all’interno dell’Ospizio. Interessante anche la rubrica Qui si ride di simpatiche barzellette, per rinfrancare lo spirito. Aggiornato nella forma e nello stile, il giornale viene pubblicato a tutt’oggi.
Frequentando le case, don Lolli si rende conto che vi sono malati cronici che, per la gravità della malattia, non possono né vivere a domicilio né essere ricoverati in altre strutture perché senza il denaro necessario. Matura così l’idea dell’Ospizio Cronici Abbandonati di Santa Teresa del Bambino Gesù, una Casa Rifugio per i più poveri, i più ammalati, i più abbandonati: l’inaugurazione ha luogo il 25 gennaio 1928.
Per come l’ha concepito don Lolli, l’Ospizio ha bisogno di anime generose per l’assistenza a queste creature. Non una professione quindi, ma una vocazione, una donazione totale, assoluta.
Nel 1931 il primo nucleo di giovani, formatesi spontaneamente, si costituiva in comunità religiosa, seguendo lo spirito di umiltà, di abbandono, di semplicità e confidenza in Dio di S. Teresa del Bambino Gesù, da poco proclamata Santa. Nel 1955 il riconoscimento ufficiale con la denominazione: “Suore della Piccola Famiglia di S. Teresa di Gesù Bambino”.
Tra il 1931 e il 1933 don Angelo fa visita a don Rinaldi, successore di don Bosco, a Torino e alle Opere di don Guanella e di don Orione, traendone preziose ispirazioni per l’Ospizio e la Famiglia Religiosa.
Attraverso le sue molteplici attività, don Lolli ha sempre manifestato uno sconfinato amore per gli ultimi, conservando un grande spirito di umiltà, di silenzio e di raccoglimento: mai ha fatto mostra di sé e delle sue attività. Parlava poco e pregava a lungo e intensamente. Ripeteva spesso: “Compi il bene e gettalo in mare. Dio lo raccoglierà”.
Nel 1938 infine si trasferisce nell’Ospizio, prendendo qui stabile dimora fino alla morte. Gli anni che seguiranno, come sempre, lo vedranno impegnato nel curare e formare spiritualmente le Religiose e tutte le persone (ed erano un numero considerevole) che si affidavano alla sua direzione spirituale, cercando di cogliere i segni che gli mandava il Signore per far crescere di più le sue Opere e la sua Famiglia religiosa attraverso un costante e sempre più profondo abbandono in Dio.
Dopo lunga malattia, muore santamente il 17 aprile 1958. Imponenti i funerali, che hanno visto Autorità, la Famiglia Religiosa, i Sacerdoti, gli ospiti dell’Opera, il personale e i volontari, e tanti ravennati seguire il feretro dalla Chiesa di S. Teresa al locale Cimitero.
Dall’aprile del 1962 la Salma di don Angelo Lolli riposa in un semplice ma elegante sarcofago nella Cripta dell’Opera Santa Teresa in Ravenna; luogo che viene frequentemente visitato.

Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio don Angelo Lolli

Domenica 7 maggio 2000, a S. Maria in Porto, è stata aperta solennemente dall’Arcivescovo di Ravenna-Cervia Luigi Amaducci la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio don Angelo Lolli.
Il 20 aprile 2008, nella Cattedrale metropolitana di Ravenna, si è conclusa la fase diocesana dell’Inchiesta con una solenne cerimonia presieduta dall’Arcivescovo Giuseppe Verucchi, a suggestivo coronamento dei festeggiamenti del 50° anniversario della morte del Servo di Dio.
La Causa di Beatificazione sta proseguendo nella fase romana, con la stesura della Positio super virtutibus.
Affascinante il lavoro per una Causa di Beatificazione e Canonizzazione, perché mette a diretto contatto con una santità esemplare, quindi “attuale e possibile”, e ricorda a tutti, anche nel nostro affannarci quotidiano, che “la nostra patria è nei cieli” (Fil 3,20) e ripropone a ciascuno quella “misura alta della vita cristiana ordinaria” (NMI, 31), che è la consegna di Giovanni Paolo II al termine del Grande Giubileo del 2000. Tale è la statura umana, morale e spirituale di don Angelo, che si pone come faro che illumina il cammino di ogni uomo.


Chiunque ricevesse grazie per intercessione del Servo di Dio Don Angelo Lolli è pregato di darne notizia alla:
Postulazione Causa Don Angelo Lolli
Via Santa Teresa, 8 – 48121 Ravenna
Tel. 0544-38548 Fax. 0544-34021
e-mail: piccola.famiglia@libero.it