Icona del S.d.D. Don Angelo Lolli

27.06.2018

Nel giorno solenne della ricorrenza dei 60 anni dalla morte del nostro Fon-datore, il S.d.D. don Angelo Lolli, è stata benedetta da Mons. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna, la sua icona, un bellissimo lavoro!
Di seguito troverete la descrizione e la spiegazione scritte dall'Autore.
La celebrazione del 17 aprile scorso e il Convegno del 20 aprile hanno portato tanta vita e gioia nella nostra Casa. Benediciamo il Signore!

Don Alberto

Nella liturgia ortodossa, soprattutto le icone del Cristo e della Vergine non sono elementi accessori, ma parte integrante dell’azione liturgica. L’icona raffigura sempre un essere personale ed in particolare, nelle icone del Cristo, non si vuole rappresentare la sua natura divina od umana, ma la persona del Figlio di Dio incarnatasi in Gesù di Nazaret. L’icona ha la valenza di rendere presente la persona raffigurata: la “presenza nella somiglianza” realizzata per mano dell’iconografo, secondo l’intenzionalità della Chiesa.
In particolare, nel caso dei Santi, questa particolare forma di “presenza” riguarda un essere che già vive nell’anticipazione gloriosa del mondo futuro, in una sorta di parallelismo col mondo presente. È la rappre-sentazione di un uomo già trasfigurato nel processo di divinizzazione.
L’icona raffigurante don Angelo Lolli è stata “scritta” secondo la tecnica tradizionale della tempera all’uovo su tavola lignea, preparata con tela e colla di coniglio ed intonacata con diverse mani di una miscela di colla di coniglio e particolari tipi di gesso.
Dopo un’accurata levigatura, la doratura è stata eseguita applicando la foglia d’oro, secondo la tecnica “a guaz-zo”, su diversi strati di bolo armeno opportunamente stemperato e levigato.
La grafia iniziale è stata elaborata partendo da una nota fotografica di don Lolli, ritratto ancor giovane, nel pieno delle forze.
Don Angelo è raffigurato col volto di tre quarti, con la talare e la stola sacerdotale, per sottolineare la sua appartenenza al clero diocesano.

La spalla destra è stata leggermente alzata ed accentuata per evidenziare come don Lolli si sia fatto carico delle sofferenze e dei bisogni del prossimo.
La spalla sinistra più bassa e degradante vuole simbo-leggiare l’abbandono in Dio e la fiducia nella Provvi-denza, secondo la visione della “piccola via” vissuta ed esplicitata da Santa Teresa del Bambino Gesù ed intuita e seguita da don Angelo.
Le grafie degli occhi e del volto e l’esecuzione degli incarnati seguono gli stili iconografici e sono state con-cepite ed eseguite secondo le tecniche tipiche dell’arte dell’icona: luminosità del volto, occhi spalancati, fisicità rarefatta, posa ieratica, stesura dei colori dagli strati più scuri a quelli più luminosi.
L’obiettivo è quello di rendere presente don Angelo Lolli glorificato e trasfigurato con lo splendore della luce increata, per mezzo della potenza della grazia divina, nella bellezza del mondo che verrà, in cui Dio sarà tutto in tutte le cose.
La tracciatura e l’esecuzione del nimbo, il comple-tamento dell’iscrizione e la verniciatura dell’oro saranno eseguite al termine delle fasi del processo di canonizzazione.
La destinazione dell’icona è la preghiera. Trattandosi quindi di un’opera essenzialmente spirituale, in tale ottica va vista e considerata. Nella speranza che questa immagine possa additare don Angelo Lolli e sia di aiuto per rivolgersi a lui nella preghiera, affinché interceda per noi, chiediamo al Signore che il suo umile Servo possa essere glorificato anche su questa terra e che molti seguano il suo esempio, vivendo il suo carisma. Note biografiche dell’autore: Massimo Bettio nasce nel 1959, nell’Oltrepò pavese. Nel 1978, durante un breve soggiorno in monastero, incontra per la prima volta le icone. Nel 1981 inizia a dedicarsi all’iconografia. Nel 1993, un periodo di sei mesi trascorso in monastero, è occasione di un ulteriore accostamento alla spiritualità e alla tecnica esecutiva delle icone. Nel 2004 inizia un percorso di approfondimento teologico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”, in Roma, conseguendo nel 2007 il Diploma in Scienze Religiose ed il Magistero nel 2009. Nel 2010 consegue la Laurea in Scienze Religiose, a Bo-logna, presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Nel 2009-2011 frequenta, a Bologna, presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna il Laboratorio teorico pratico-triennale di Iconografia, promosso dal Dipar-timento di Storia della Teologia, in collaborazione con l’Associazione “Ikona”.