La spiritualità di San Benedetto

20.06.2018

Rprendiamo il nostro itinerario sulla preghiera, guardando ad un testimone: San Benedetto da Norcia.

Dopo tanti secoli, ancora si parla di San Benedetto, come Padre del Monachesimo occidentale, Patrono d’Europa.
E’ stato un uomo e un monaco eccezionale.
Di lui non sappiamo molto dal punto di vista storiografico, ma ci ha lasciato una grande eredità: Lui continua a vivere nella sua REGOLA.
Ancora oggi ispira la vita di migliaia di monaci e monache in tutto il mondo.
La Regola di San Benedetto propone un percorso di crescita e maturazione, nella umanità e nella spiritualità.
Dalla Regola emerge l’anima di San Benedetto, un uomo di grande esperienza, che conosceva, per averle affrontate personalmente, le debolezze e le possibilità dell’UOMO.
Ha fatto unità dentro di sé, capace di moderazione, capace di guidare altri, di avere compassione dei malati e dei deboli, di infondere loro coraggio e speranza, capace di far vivere insieme e nella comunione persone, in un clima di fraternità e di pace. L’uomo di Dio, Benedetto, maturò pian piano, at-traverso varie fasi della vita, una fede solida e con questa fede, pur vivendo in un tempo difficile, come quello delle invasioni barbariche, fu capace di impiantare e far fiorire innumerevoli comunità monastiche.

Per tre anni Benedetto vive in una grotta, vicino a Subiaco, quella grotta è per lui il GREMBO MA-TERNO della sua esperienza spirituale. Benedetto sperimenta una RINASCITA. In quel luogo si trova alla presenza della sua verità, con le zone di LUCE e di ombra. Si trova a combattere con le sue PAURE e la sua fragilità.
PERCORRE LE TAPPE DI UN AUTENTICO CAMMINO SPIRITUALE: STARE davanti alla propria verità e incontrare la TENTAZIONE del DEMONIO. Benedetto si trova ad dover fare i conti con le emozioni e le passioni e realizza a caro prezzo la VITTORIA.

Papa Gregorio Magno, che scrive in forma di dialogo la sua vita, dice che il TENTATORE non lo lasciava mai solo. Nella sua lotta Benedetto affrontò la tem-pesta delle passioni e lottò con vigore contro di esse. Ne uscì vincitore, facendo in se stesso PACE E CONCORDIA.
Da quel momento: irradiò calma e serenità. Solo dopo avere combattuto e vinto le passioni, Benedetto diventa una guida e un Padre.
Ha trovato il suo centro, la ROCCIA del suo cuore, il suo vero sé.
Vive una vita nell’amata solitudine, lontano dal RUMORE, dal DISORDINE, dalla COMPULSIVITA’. Da questa esperienza di Dio, nasce una forza attra-ente, in pochi anni fioriscono 12 monasteri.
A Montecassino scrive la REGOLA (530) che cerca l’UNITA’ fra la FEDE e la VITA.
La Regola è permeata da una visione positiva, da una grande fiducia di poter armonizzare Grazia di Dio e Umanità.
Benedetto ha guardato negli abissi del cuore uma-no e ha scoperto che la forza della Grazia è viva e zampillante.
Ha compreso che il primo passo per combattere e guarire è rendersi conto di esere deboli e accettare la propria debolezza.
Solo con paziente UMILTA’ e serena determinazione si acquista la SERENITA’ INTERIORE, l’ampiezza di vedute, la mite compassione e la limpida fortezza. Benedetto propone ai suoi monaci e a tutti noi, una felice sintesi tra azione e contemplazione: ORA ET LABORA.
Egli vuole UNITA’ fra l’INCONTRO CON DIO e l’impegno per gli uomini, fra preghiera e servizio. Per Benedetto dobbiamo vivere sotto lo sguardo di Dio, lasciandoci purificare nell’ASCOLTO della sua volontà.
Nel prologo della REGOLA scrive: “Aperti gli occhi alla LUCE divina, ascoltiamo con stupore ciò che ogni giorno ci ricorda la voce di Dio”.
Per Benedetto, la vita spirituale è sulle orme della Parola, alla presenza di Dio.