Arrivare a Dio coni fede e ragione

04.07.2018

Spesso, nella mentalità corrente, c’è l’errata convinzione che la fede e la ragione non possono coesistere, che sono in conflitto, che si oppongono. La fede è presentata come ostacolo alla libertà e alla ricerca scientifica, perché sarebbe costituita da un insieme di pregiudizi che vizierebbero la comprensione oggettiva della realtà.

Questo modo di pensare è profondamente inesatto perché non si può separare ragione e fede, il credere e la scienza. La fede e la ragione operano in sinergia nella persona umana dotata di intelligenza (ragione) che la spinge a conoscere e a scoprire le leggi della natura, e di un’anima che la porta al desiderio di Dio (fede). Anche attraverso la conoscenza della Bibbia e del Magistero della Chiesa ci si accorge subito che la fede e la ragione non possono essere in contrasto: infatti uno dei doni dello Spirito Santo è la Sapienza, e nell’Antico Testamento si esorta a chiederne il dono. Salomone fu considerato un re saggio, proprio perché chiese la saggezza, e la seconda Opera di Misericordia Spirituale è “Insegnare agli ignoranti”.

Lo stesso Gesù con le parabole tentava di ammaestrare i semplici. Che Cristo fosse attento alla sapienza lo rivela il suo linguaggio spesso metaforico, il suo citare le Scritture, la complessità interpretativa di alcune parabole, ecc.
La fede e la ragione cercano entrambe la Verità. Sono una al servizio dell’altra. Non a caso le maggiori scoperte scientifiche sono avvenute in seno alla cultura cristiana. Dio ha messo dentro di noi a curiosità di sapere sempre di più, e la Parola di Dio sazia e nutre la nostra mente. La ragione e la fede sono due luci per conoscere. La prima si apre sul mondo degli uomini per conoscere i loro problemi, ad esempio: come costruire una casa, come medicare un malato, come educare un giovane, come piantare una vigna, come fare politica, ecc...

Questa bella luce della ragione però, comincia a faticare quando deve rispondere alle domande che stanno all’orizzonte della vita dell’uomo, ad esempio: Perché la morte? La sofferenza? Chi è l’uomo? Da dove viene? Qual è la sua vocazione? Dove va? ecc. Da sola, la luce della ragione balbetta e se trova delle risposte, spesso sono frammentarie e deboli. Ci vuole un’altra luce che le venga in aiuto: la fede! La fede d’altra parte ha bisogno della ragione per crescere, per non rimanere adolescente, per non reggersi sulle emozioni.
La fede che si regge sulle emozioni è una fede ingenua, non nutrita, che non è spronata a cono-scere Dio e che rischia di incrinarsi di fronte alle sofferenze e ai silenzi di Dio. 

Giovanni Paolo II nell’Enciclica “Fides et ratio” del 1998 ci dice che non si può volare con una sola ala: per arrivare a Dio c’è bisogno sia della fede che della ragione. Una fede autentica interroga le ragioni del suo credere: “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. E’ Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso”. La ragione aiuta ad accogliere la verità con l’aiuto della Rivelazione di Cristo.  La fede e la ragione sono i due pila-stri della vita del cristiano. Il voler separare ragione e fede, il credere e la scienza, non dà all’uomo la possibilità di conoscere in modo adeguato se stesso, il mondo e Dio! E’ importante allora stimare appieno sia la ragione che la fede, come due luci meravigliose date all’uomo per orientare la sua vita verso l’ultimo e definitivo incontro con il Creatore e Salvatore. 


Luciano Di Buò