Siamo aurora che cammina verso la luce piena

03.08.2018

Recitando l’Ufficio delle Letture mi ha colpito recentemente il “Commento al Libro di Giobbe” di San Gregorio Magno (Lib. 29, 2-4; PL 76, 478, 480) che definisce la Chiesa come aurora che sorge. Per capire bene questa affermazione è necessario approfondire i due termini: quello di Chiesa e quello di aurora.

La Chiesa, contrariamente al pensiero comune, non è solo l’edificio del culto, ma anche un insieme di persone. Il termine “Chiesa”, infatti, deriva dalla parola greca ekklesía, che significa “assemblea” o “coloro che sono convocati”. Paolo nella Lettera ai Romani (16, 5) quando afferma: “Salutate anche la chiesa che si riunisce in casa loro” non si riferisce a un edificio ecclesiastico, ma a un insieme di credenti. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) definisce la Chiesa come popolo di Dio, corpo di Cristo, sposa di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Si diventa membri di questo popolo non per la nascita fisica, ma per la “nascita dall’alto”, “dall’acqua e dallo Spirito” (Gv 3, 3-5), cioè mediante la fede in Cristo e il Battesimo (CCC n. 782).

La Chiesa è corpo di Cristo per mezzo dello Spirito, Cristo morto e risorto unisce a sé intimamente i suoi fedeli. In tal modo i credenti in Cristo, in quanto stretti a lui soprattutto nell’Eucaristia, sono uniti tra loro nella carità, formando un solo corpo: la Chiesa, la cui unità si realizza nella diversità di membra e di funzioni. Cristo «è il Capo del corpo, cioè della Chiesa» (Col 1,18). La Chiesa vive di lui, in lui e per lui. La Chiesa è detta anche Sposa di Cristo perché il Signore stesso si è definito come lo «Sposo» (Mc 2,19), che ha amato la Chiesa, unendola a sé con un’Alleanza eterna. Egli ha dato se stesso per lei, per purificarla con il suo sangue e «renderla santa» (Ef 5, 26) e madre feconda di tutti i figli di Dio. Mentre il termine «corpo» evidenzia l’unità del «capo» con le membra, il termine «sposa» mette in risalto la distinzione dei due in relazione personale. La Chiesa è detta tempio dello Spirito Santo perché lo Spirito Santo risiede in essa. Egli inoltre edifica la Chiesa nella carità con la Parola di Dio, i sacramenti, le virtù e i carismi.

L’aurora è il culmine dell’alba, cioè del periodo intermedio tra la notte e il pieno giorno (il cielo diventa bianco “albus”). Si ha l’aurora quando il cielo inizia a tingersi di rosa, arancione, rosso perché il sole è prossimo all’orizzonte; quando il sole si mostra all’orizzonte inizia la sua levata. Dopo le tenebre della notte arriva il giorno con lo splendore della sua luce. L’aurora annuncia che è trascorsa la notte ma non mostra ancora tutto lo splendore del giorno.

Mentre la notte si sta allontanando e il giorno si avvicina l’aurora conserva la luce mescolata con le tenebre. Adesso capiamo meglio l’affermazione “la Chiesa come aurora che sorge” perché ci fa passare “dalla notte dell’infedeltà alla luce della fede a somiglianza dell’aurora”, come afferma san Gregorio Magno, il quale continua dicendo che: “la santa Chiesa, che aspira ai beni della vita eterna, è chiamata aurora, perché, mentre lascia le tenebre del peccato, brilla della luce della santità”.  Tuttavia, in questa esistenza umana, nessuna persona potrà mai sperimentare la luce piena, la verità, che si conoscerà completamente solo quando saremo al cospetto di Dio, “poiché facciamo già alcune opere della luce, ma in alcune altre siamo ancora impigliati nei rimasugli delle tenebre”. Per questo il profeta dice a Dio: “Nessun vivente davanti a te è giusto” (Sal 142, 2) e Paolo afferma “La notte è avanzata e il giorno è vicino” (Rm 13, 12) e non il giorno è venuto. Siamo cioè ancora nell’aurora, cioè dopo le tenebre e prima del sole, in una fase di transizione. 

“La santa Chiesa degli eletti sarà in pieno giorno quando ad essa non sarà più mescolata l’ombra del peccato. Sarà completamente giorno quando splenderà di ardore perfetto e di luce interiore”.  Più noi credenti siamo in comunione fra di noi, più ci amiamo come Gesù ci ha amati e più saremo Chiesa che procederà nella luce conducendoci ad un’aurora avanzata che ormai avrà poco delle tenebre della notte trascorsa. La luce piena del giorno tuttavia la conosceremo solo quando incontreremo il Signore. 

Diacono Luciano Di Buò

Vice – Direttore Opera di Santa Teresa