Apoteosi della carità

25.01.2019

Apoteosi della carità: si potrebbe così intitolare il dipinto murale che decora l’abside della Chiesa dell’Opera S. Teresa.

Inaugurato nel Natale 2005, quest’opera fu fortemente voluta dall’allora direttore dell’Opera, don Matteo Solaroli, per dare maggiore splendore a un luogo così ricco di fede, di spiritualità e per poter aiutare la meditazione, la contemplazione e la preghiera dei fedeli.

È stato eseguito in 50 giorni dai pittori Padre Gianfranco Verri, sacerdote giuseppino della Parrocchia S. Paolo di Ravenna e dal parrocchiano pittore Giovanni Bicchi. È una grande pittura murale che illumina tutta l’abside, per 207 metri quadrati di superficie. È una festa di colori, una pittura sacra nella forma e nel contenuto, una vera catechesi per immagini!

Padre Gianfranco Verri, nato a Sagusina (Treviso) nel 1931 già a 12 anni esponeva i primi acquerelli, intanto studiava e dipingeva. Nel 1950 si è dedicato all’insegnamento di materie artistiche e nel contempo all’attività pastorale come confessore e predicatore. Nel 1957 si diploma al Liceo Artistico di Roma e due anni dopo canta la Prima Messa: sacerdote in eterno, nella Congregazione dei Giuseppini del Murialdo. Dal 1985 ha realizzato una intensa produzione artistica per le chiese, santuari e cappelle. Lavora come il Beato Angelico, quasi in ginocchio alla maggior gloria di Dio, secondo l’antico detto: “Prega e Lavora”.

Il tema illustrato è la carità. Non poteva essere che questo. L’Opera Santa Teresa, infatti, è nata dalla carità di don Lolli, esiste per la carità, vive di carità. Vi è presentata la carità incarnata, vissuta, praticata, accolta, raccomandata e premiata. È Cristo la carità incarnata, l’amore in persona. Egli è qui raffigurato ben cinque volte, incluso il già presente crocefisso ligneo, considerato, già nella progettazione, parte integrante del dipinto. Gesù, al centro del dipinto, sorride compiaciuto e guarda don Lolli, apre le braccia e il mantello a protezione e difesa dell’Opera.
Don Lolli è in ginocchio, in veste talare, cotta e stola, in atteggiamento di supplica al S. Cuore di Gesù per l’Opera che, raffigurata nella sua struttura edilizia, si dispiega ai piedi di Cristo. È presente anche il Duomo di Ravenna a significare il radicamento nella Chiesa locale di questa istituzione.
Maria Santissima Immacolata, titolare della Chiesa, assiste maternamente don Lolli e lo invita ad affidarsi totalmente alla misericordia di Cristo.
In pendant con don Lolli è presente S. Teresa di Gesù Bambino con gli occhi rivolti a chi la guarda, anche lei in ginocchio, sparge rose sull’Opera che da lei prende nome. Tra i personaggi al livello più alto c’è S. Giuseppe: la S. Famiglia di Nazareth è così completa.