Morte di Papa Francesco, arcivescovo Ghizzoni: “Un pastore con il cuore in missione”

Il 21 aprile, Lunedì dell’Angelo, ci ha lasciati Papa Francesco. Aveva 88 anni ed era stato eletto al Pontificato, dopo la rinuncia di Benedetto XVI, il 13 marzo del 2013. Ad annunciare la sua morte è stato ieri il cardinale camerlengo Farrell da Casa Santa Marta: “Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Chiesa”.
Un papa che sarà ricordato per essere stato vicino a tutti, alle comunità locali più vicine fino ai popoli del mondo più lontani. L’ultima volta che ha incontrato la nostra comunità è stato in occasione della visita ad limina del febbraio dell’anno scorso, assieme ai vescovi dell’Emilia-Romagna. Qui il nostro arcivescovo nonché presidente dell’Opera di S. Teresa, mons. Lorenzo Ghizzoni, ha avuto modo di parlargli. È anche in quell’occasione Papa Francesco è stato “un pastore” con il cuore in missione.
Così lo ricorda Ghizzoni: “Abbiamo parlato con lui di tutto, ha dato consigli e suggerimenti. Era vicino alle problemi pastorali delle chiese locali. Aveva una gran memoria, per i volti delle persone e dei vescovi. Io gli ho parlato del tema degli abusi e della rete che con il Servizio Tutela minori abbiamo fatto crescere in Italia, coinvolgendo laici e donne. E lui in quell’occasione disse che è importante coinvolgere le donne in questa realtà”.
“È stato un Papa che ha dato un impulso importante per costruire una Chiesa missionaria, ‘ospedale da campo’”, prosegue monsignor Ghizzoni. Un pastore “missionario e riformatore della vita della Chiesa di cui si sentiva tanto il bisogno”. La missione per lui era verso tutti, con un’apertura che abbracciava ‘tutti tutti tutti’ come ha detto più volte. Un messaggio molto sentito dalle persone”. Un cambiamento storico per la Chiesa. E ora? “Io credo che, come per il cammino sinodale, questo percorso non si fermerà. Certo il suo era uno stile, che ora è un po’ più difficile portare avanti senza il suo impulso. Ma la Chiesa è nelle mani di Dio. Andrà dove lo Spirito vorrà. La sua elezione è la dimostrazione di questo”.
La salma di Papa Francesco resterà a Santa Marta fino a mercoledì, quando verrà spostata a San Pietro. I leader del mondo lo piangono come “il Papa del popolo”.
Fonte: Risveglio 2000

