La nostra Mission

Ogni individuo dovrebbe coltivare i propri talenti e le proprie aspirazioni. Purtroppo non è sempre possibile per chi è povero.  Siamo la seconda città in Italia con i costi degli affitti più alti, dopo Milano: sono tante le persone che hanno perso il lavoro e la casa. L’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù garantisce ai bisognosi cibo, un alloggio temporaneo e li supporta nella ricerca di nuove opportunità  di ripartenza.

L’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù fu fondata il 25 gennaio del 1928 come “Ospizio Cronici e Abbandonati Santa Teresa del Bambino Gesù”, dalla mente e dal cuore di don Angelo Lolli, sacerdote ravennate, che nei primi anni del ‘900, sentì impellente e irrefrenabile l’impulso di “piazzarsi” nel campo della sofferenza e del bisogno, per aiutare i “poveri”: “poveri di sostanze, poveri di grazia umana, poveri di grazia divina, poveri di salute, poveri di amore”. Alla sua morte, avvenuta il 17 aprile 1958, il timone passò a mons. Giovanni Zalambani, sacerdote proveniente dalla parrocchia di Argenta (provincia di Ferrara, Diocesi di Ravenna), che fu direttore dell’Opera per 30 anni, seguito poi da mons. Matteo Solaroli, direttore dell’Opera per 21 anni, tornato al Padre nell’anno 2012, nel giorno della memoria della Trasfigurazione del Signore. Sono succeduti poi don Paolo Pasini, don Alberto Camprini e da ultimo don Alberto Graziani. Dall’ottobre 2025 il nuovo direttore è Don Alain Gonzalez Valdes, cancelliere della Diocesi nonchè ex direttore della Caritas Diocesana di Ravenna-Cervia.

La navigazione di quella che don Angelo Lolli amava chiamare la sua “barca”, passata indenne attraverso la guerra e molte tempeste, ha operato con slancio e generosità per tanti anni avvalendosi di un drappello di collaboratrici, diventate poi una congregazione religiosa, quella delle “Suore della Piccola Famiglia di S. Teresa di Gesù Bambino”, di un gruppo di confratelli e di tanti volontari, che si sono succeduti nel tempo. L’attività caritativa continua ancora oggi, con azioni dirette e indirette.

Le azioni dirette si realizzano attraverso l’ospitalità delle persone in difficoltà presso la Casa della Carità, l’offerta di un pasto caldo alla Mensa dei poveri, la possibilità per i senza fissa dimora, di coltivare la propria igiene personale, di indossare indumenti puliti e godere di una piccola colazione grazie al Servizio “Docce, Guardaroba e Ristoro”.

Le azioni indirette sono rivolte a persone anziani, indigenti e sole, con problemi di salute, alle quali è fornita assistenza per consentire la loro presa in carico da parte dei Servizi Sociali del Comune di Ravenna e garantita accoglienza transitoria/definitiva presso le strutture residenziali socio-assistenziali e sanitarie presenti all’Opera di Santa Teresa, date in gestione a società terza. Inoltre, rientra tra questi servizi anche quello di riuscire a integrare le disponibilità economiche della persona richiedente ospitalità fino al raggiungimento dell’importo necessario a coprire la retta, di offrire servizi sanitari (visite specialistiche gratuite) alle persone segnalate dalla Caritas, presso il Polo Sanitario Santa Teresa del Bambino Gesù e infine permettere l’accesso gratuito ai farmaci tramite la Farmacia S. Teresa del Bambino Gesù.

Struttura

La struttura di Ravenna è costituita dalle seguenti attività:

  • Casa della Carità “Don A. Lolli”

  • Mensa dei poveri

  • Servizio Docce e Guardaroba

  • Accoglienza studenti universitari

  • Attività Socio Assistenziale e Sanitaria (in gestione a terzi)

  • Polo Sanitario S. Teresa del Bambino Gesù (impresa Srl partecipata al 50% da Opera di Santa Teresa e al 50% Ravenna 33)

  • Farmacia S. Teresa del Bambino Gesù

  • Negozio “Alla Beneficenza”

Nella struttura sono ospitate anche attività di altri Enti quali:

  • Alcolisti Anonimi (A.A.) e Gruppo Familiari Alcolisti Anonimi (AL-ANON)

  • Consultorio Familiare Ravenna

  • Centro Aiuto alla Vita e Movimento per la Vita

E’ inoltre presente l’abitazione della Congregazione delle Suore della “Piccola Famiglia di Santa Teresa di Gesù Bambino”.