Storie di povertà e riscatto sociale: consegnata una borsa di studio a Cisse Mame, ex ospite della Casa della Carità



Beneficiaria dei servizi è anche Ivana, utente abituale dell’Emporio della Caritas e volontaria alla protezione civile. “Si fa fatica ad andare avanti quando si percepisce una pensione molto bassa – dice la 65enne -. L’Emporio è un progetto importante per chi come me vuole continuare a vivere con dignità. Ho ricevuto tanto amore e comprensione dal Centro d’Ascolto della Caritas, cerco di ripagare questa grande generosità svolgendo servizio di volontariato”.
Manuela, 59 anni, e il marito Claudio, 63, non hanno figli e da quasi un anno vivono a Santa Teresa, dopo aver perso il lavoro e la casa. “Non riuscivano più a pagare le rate del mutuo. La nostra casa così è finita all’asta; è stata venduta subito per poche migliaia di euro. Santa Teresa ci ha accolto, qui abbiamo trovato una seconda famiglia. La domenica lavoriamo nella cucina della Mensa dei poveri, dove insieme agli altri volontari prepariamo i pasti per le tante persone che vengono a mangiare. Persone meno fortunate di me e Claudio, perché spesso vivono per strada, al freddo”.

“La collaborazione sempre più stretta tra la Caritas e l’Opera di Santa Teresa ci permette di far fronte alle nuove forme di povertà, frutto del nostro tempo. Oggi l’emergenza più grande è quella abitativa. Chi non ha più una casa, divent povero di relazioni, affetti, amicizie e ha bisogno di essere accolto e ascoltato. Con il nostro lavoro – spiega Daniela Biondi, vice presidente della Caritas diocesana Ravenna-Cervia – teniamo viva l’attenzione verso gli ultimi. Invito tutti, dunque, a segnalarci storie di solitudine e fragilità, per aiutarci a svolgere bene il nostro compito”.
“La nostra Fondazione – dichiara Filippo Botti, responsabile delle attività istituzionali a Santa Teresa – si impegna ad attivare, insieme alla Caritas, alle istituzioni e agli enti del territorio, percorsi di integrazione sociale per offrire opportunità di riscatto e rendere pensabile la possibilità di una vita dignitosa a chi non riesce neppure ad immaginare una vita. I numeri della povertà nella nostra città sono in continuo aumento. Portando come esempio quelli relativi al servizio “Docce, Guardaroba e Ristoro”, attualmente sono oltre 3.000 gli accessi dall’inizio dell’anno, circa 25 giornalieri, a fronte dei 6-7 del 2021, anno di avvio del progetto”. Botti ha infine ricordato che sono già iniziati i lavori per l’apertura del nuovo dormitorio cittadino a Santa Teresa e così anche quelli di ampliamento degli alloggi alla Casa della Carità.
Le celebrazioni di questa mattina si sono aperte con la Santa Messa delle 9:30 nella Chiesa di Santa Teresa e concluse con il pranzo condiviso alla “Mensa della Carità”, a cui hanno partecipato circa 150 persone. Nell’omelia l’arcivescovo di Ravenna-Cervia Lorenzo Ghizzoni ha ricordato il valore della carità: “La carità è l’unica grande risposta capace di eliminare le guerre e la sofferenza umana. È un talento che appartiene a ognuno di noi, ma spesso resta nascosto. Solo la carità di tutti può cambiare le sorti della società”.

Per la realizzazione delle targhette e della pergamena si ringrazia Stampoplast Ravenna, per il supporto e contributo.

