Santa Teresa cresce “da dentro” e punta sul fundraising

L’Opera di Santa Teresa punta anche sul fundraising. Nei giorni scorsi la responsabile della comunicazione e della raccolta fondi della struttura, Erika Digiacomo, che è anche collaboratrice di Risveglio 2000, ha concluso il Master in fundraising dell’Università di Bologna, campus di Forlì. La tesi finale (annual fund plan) redatta con due colleghe, Francesca Impellizzeri e Monica Molinari, si basa sullo sviluppo di un piano di raccolta fondi annuale e strutturato, a sostegno delle attività di carità di Santa Teresa.
Un’altra occasione per crescere per l’Opera fondata da don Angelo Lolli che nel 2028 festeggerà i 100 anni dalla nascita. Anche per questo la direzione ha sostenuto il percorso di studi di Erika. “Il fundraiser è una figura professionale che ha la funzione di essere “un ponte” tra il donatore e il beneficiario della donazione e che mette in atto diversi strumenti e tecniche di raccolta fondi per ampliare la rete di sostegno attorno a un’organizzazione. Una figura – spiegano da Santa Teresa – ad oggi importante per il no profit, in un tempo e in una società in cui sono cambiati i modi di comunicare con le realtà del territorio e di raccontare il bene che queste organizzazioni fanno per le persone che assistono. È una figura che propone campagne di raccolta fondi, online e offline, ma il raggiungimento dei risultati non può prescindere dall’interazione e dal pieno coinvolgimento delle altre figure presenti in un’ organizzazione, il cui supporto è essenziale. È importante che ciascun membro (dai volontari, al personale, al consiglio di amministrazione) lavori in ottica di fare fundraising per il bene della mission e della causa che l’organizzazione supporta”.

