Giornata dei poveri. A Santa Teresa una tavola rotonda sull’emergenza abitativa: storie e testimonianze di chi non ha una casa

Il tema dell’abitare e le sue tante criticità sul territorio è stato al centro dell’appuntamento organizzato dalla Caritas di Ravenna, con l’Arcidiocesi e l’Opera Santa Teresa, ieri pomeriggio,  in occasione dell’ottava Giornata mondiale dei Poveri che quest’anno ha per tema “La preghiera del povero sale fino a Dio” (Sir 21,5). L’incontro si è tenuto nel teatro dell’Opera, al quale hanno partecipato i referenti dei servizi di carità di Santa Teresa, Caritas e del dormitorio “Il Buon Samaritano” di San Rocco che hanno fornito i numeri sull’accoglienza per poi dare spazio alle testimonianze e alle storie di persone accolte dalle strutture diocesane, perché faticano a trovare un affitto.

“Il grido che sentiamo più forte al centro di ascolto in questo momento – ha spiegato la vicedirettrice della Caritas, Daniela Biondi – è quello di chi cerca casa. Ascoltiamo molte persone che pur avendo un lavoro sono senza un’abitazione e vediamo tante case vuote”. Per dare qualche numero, nel 2023 sono state 81 le richieste ricevute dall’Opera di S. Teresa e 32 le persone accolte nella Casa della Carità, di cui 7 minori. Quest’anno nei primi sei mesi, la struttura ha giù accolto 37 persone, con numeri in costante crescita (76 le richieste già pervenute). Il dormitorio di San Rocco ha ospitato per la notte 114 persone nell’ultimo anno.

Gli interventi del pomeriggio sono stati a cura di monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, di Rina Giorgetti, preside dell’Engim – Giuseppini del Murialdo, di suor Rosalba Scaturro delle suore di San Giuseppe, responsabile del dormitorio “Buon Samaritano”, di Filippo Botti e Linda Giuditta Bari per l’Opera Santa Teresa e di Amedeo Calzone, responsabile del centro d’ascolto delle parrocchie di San Simone e Giuda e San Pier Damiano.

Vere protagoniste dell’incontro sono state le storie delle persone sostenute dagli enti caritativi diocesani e le video testimonianze delle monache carmelitane e delle monache clarisse cappuccine di Ravenna, che hanno offerto uno spaccato di solidarietà spirituale e sociale che si vive nei due monasteri ravennati. La testimonianza di Antonio, 84enne pensionato e quella di due giovani donne e mamme, Giada e Maria, entrambe con un lavoro e in regola per permettersi un affitto hanno in comune lo stesso problema: non si trovano proprietari disposti ad affittare, ancor di più a una mamma sola con dei bambini, nonostante abbia un lavoro. La povertà quindi non ha più solo il volto di chi non ha un lavoro ed è costretto a vivere in strada, ma anche di chi pur avendolo non riesce a trovare una casa e si rivolge a queste realtà perché da solo non può farcela.

“Queste persone vanno accompagnate perché il rischio è che si ritrovino da sole e abbandonate – spiega Linda Bari, responsabile del coordinamento dei servizi di carità dell’Opera -. Lavorando in sinergia nella diocesi, possiamo indirizzare i nostri ospiti verso nuovi percorsi di riscatto sociale e aiutarli nella ricerca di una nuova soluzione abitativa”.