A Santa Teresa una messa per i suoi volontari. “Chi serve il povero, serve Dio”

<<Il volontario che sceglie di prestare servizio a Santa Teresa, si mette a disposizione della sua missione di carità, in aiuto ai poveri e agli emarginati. Lo fa come impegno personale e di coscienza, ma è giusto che anche la nostra Chiesa ne riconosca il valore>>. Con queste parole, durante la Messa per il volontario celebrata sabato 17 maggio nella chiesa di Santa Teresa, mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo della diocesi di Ravenna-Cervia, ha voluto conferire un mandato esplicito a tutte quelle persone che nel quotidiano – con impegno, dedizione e assumendosi, a volte, anche importanti responsabilità – dedicano il proprio tempo ai servizi di carità dell’Opera di Santa Teresa. <<Con questo mandato, conferito nel giorno dell’anniversario del centenario della canonizzazione di Santa Teresa del Bambino Gesù, la chiesa riconosce ufficialmente l’operato del volontario, che da oggi è chiamato a farlo per volere di questo ministero: come volontario parte di una comunità, in questo caso di quella che ruota attorno a Santa Teresa>>.

Nella sua omelia, l’arcivescovo Ghizzoni ha ricordato, come esempio di chi fa delle buone azioni verso gli altri e di conseguenza verso Dio, la parabola del Buon Samaritano, dove “amare il prossimo come te stesso, incondizionatamente, significa amare Dio” perché <<tutti, un giorno, saremo giudicati sull’amore>>. <<Il Signore è presente in ogni atto di bontà e di generosità. Chi serve il povero, serve Dio, e sarà ricompensato per queste azioni>>.

La messa di sabato era un invito a partecipare rivolto anche alle persone interessate a diventare volontari di Santa Teresa. Alla fine della funzione, è stato possibile conoscere i referenti dell’Opera che si occupano delle attività di volontariato.

Per ricevere informazioni sul volontariato: 331 3121114 – volontari@operasantateresa.com .

Di seguito riportiamo la preghiera del volontario, che è stata letta dopo l’omelia e che nasce dalla condivisione di due preghiere del fondatore di Santa Teresa, don Angelo Lolli.

O Signore,
voglio essere il Tuo umile servo prediletto
che Ti serve con tanta affezione,
ma silenziosamente, quasi nascostamente,
perché gli altri non se ne accorgano.
Signore, serviTi di me come di uno straccio,
mettimi in tutti i buchi, a spazzare qualunque polvere,
basta che Tu mi tenga ben stretto a Te.
Amerò chi soffre e cercherò di raddolcire col mio affetto l’amarezza delle
sue lacrime.
Amerò chi si trova smarrito nell’incertezza e nel dubbio
e cercherò con la mia affettuosa premura,
di dissipare le sue nebbie, di rischiarare le sue tenebre. Amerò chi ha bisogno e si rivolge pietosamente a me. Sarò largo e generoso con tutti,
e spezzerò parte della mia felicità per regalarla a chi è infelice.