Axel tirocinante di psicologia: “A Santa Teresa ho capito che ascoltare significa esserci”

C’è un luogo, nel cuore di Ravenna, dove la cura psicologica non è un privilegio ma un gesto di carità. Dove non si paga per essere ascoltati, e dove ogni persona – qualunque sia la sua storia, lingua o provenienza – viene accolta con rispetto e dignità. È l’Opera di Santa Teresa, che da quasi cent’anni mette al centro l’uomo e i suoi bisogni, senza barriere e senza pregiudizi.
Lo sportello di ascolto attivo da ottobre 2025 all’interno dell’Opera rappresenta oggi una rara opportunità: per chi è in difficoltà, è uno spazio sicuro dove ricevere supporto psicologico gratuito; per chi studia Psicologia, è una palestra viva di umanità e di relazione autentica.
“Fare tirocinio all’Opera di Santa Teresa di Ravenna è un’esperienza profondamente diversa rispetto a quella che molti studenti vivono nei Centri di salute mentale pubblici, dove le attività sono spesso molto strutturate e poco flessibili, e dove lo spazio per l’iniziativa personale, idee e proposte è limitato – racconta Axel Sintoni, laureato in Psicologia Clinico-Dinamica all’Università degli Studi di Padova, che ha svolto qui il suo tirocinio tra marzo e giugno 2025.
“Qui, invece, il tirocinante viene accolto in un ambiente aperto, dinamico e partecipativo, dove è possibile contribuire attivamente e sentirsi parte integrante di un progetto”.
“Nello sportello di ascolto dell’Opera si offre un supporto psicologico gratuito a persone in gravi difficoltà, che non avrebbero i mezzi per accedere a un servizio privato. È una scelta radicale e coraggiosa, in controtendenza rispetto a un mondo in cui ogni aiuto ha un costo. Qui, invece, si riscopre il significato profondo della carità: quella che si mette al servizio del prossimo senza chiedere nulla in cambio, che guarda alla persona e non alla sua condizione sociale, alla lingua o alla provenienza. Una carità che si fa ascolto, presenza, cura”.
Per Axel, lo sportello d’ascolto non è semplicemente un servizio, ma “un sistema di carità” che diventa insegnamento quotidiano.
“Questo spirito è profondamente in controtendenza rispetto alla società in cui viviamo. Qui tutto è orientato alla gratuità dell’aiuto, alla relazione con l’altro. Ed è una lezione fortissima anche per un futuro psicologo”.
Durante il tirocinio, Axel ha avuto modo di entrare in contatto con numerose persone in difficoltà, ma anche con un modo di lavorare che supera i confini delle mansioni.
“Non si tratta solo di portare un caffè o distribuire un pasto – spiega – ma di esserci davvero, anima e corpo, davanti a una persona che ha bisogno. Questo ti insegna che la relazione d’aiuto parte da un atteggiamento umano, prima ancora che da una tecnica”.
Uno dei riferimenti fondamentali per Axel è stata la dott.ssa Linda Giuditta Bari, psicologa e responsabile dello sportello: “È una persona chiara, che sa prendersi le responsabilità, che chiede scusa se sbaglia. Ma soprattutto ti invita ad essere altrettanto chiaro, a comunicare davvero. Ha un’energia che coinvolge, che ti spinge a dare il meglio. E questo fa la differenza”.
Secondo Axel, il tirocinio all’Opera di Santa Teresa è adatto a tutti: “Sia a chi è già propositivo e desideroso di mettersi in gioco, sia a chi inizialmente tende a rimanere in disparte, perché offre a ciascuno la possibilità concreta di rendersi utile, di scoprire le proprie risorse e di attivarsi in modo graduale ma significativo”.
“Lo consiglierei sia a chi ha già una forte motivazione, perché troverà spazio per esprimersi, sia a chi è più chiuso o timido, perché Santa Teresa ha la forza di scomodarti in senso buono, di farti uscire dalle tue abitudini”.
Axel riflette anche su un pregiudizio diffuso tra gli studenti:
“Molti, purtroppo, tendono a tenersi lontani da un ente come l’Opera di Santa Teresa, etichettandolo erroneamente come un ambiente strettamente cattolico. In realtà, qui si vive uno spirito cristiano autentico, umano e trasversale. Nessuno – né dipendenti, né volontari, né tirocinanti, né le persone accolte – è chiamato a essere cristiano. Il cristianesimo, qui, è vissuto nei gesti concreti: nell’accoglienza, nell’aiuto, nella vicinanza, nel rispetto”.
“È ovvio che per chi crede, ascoltare l’altro e aiutarlo nei suoi bisogni significa riconoscere nelle persone il volto di Gesù. Ma per tutti – credenti e non – significa semplicemente vivere il proprio dovere umano e professionale: ascoltare e aiutare senza alcun pregiudizio, in una visione pienamente inclusiva e profondamente umana”.
Alla fine del suo percorso, Axel lascia un pensiero che vale come sintesi dell’esperienza vissuta: “A Opera di Santa Teresa ho capito che ascoltare non significa solo sentire. Significa esserci, anche solo con uno sguardo, un gesto. E questo vale nella psicologia, ma prima ancora nella vita”.
Riportiamo la preghiera che Axel ha scritto e donato a Santa Teresa, come segno di gratitudine per questi mesi trascorsi insieme. Racconta in sintesi l’esperienza vissuta come praticante psicologo allo sportello d’ascolto di Santa Teresa, dove ogni giorno ci si mette “all’ascolto” di uomini e donne. Uomini e donne in difficoltà che, dopo aver fatto una doccia e bevuto una tazza di latte, chiesto vestiti puliti ai volontari del servizio Docce, Guardaroba e Ristoro, possono trovare conforto in questo spazio e la professionalità di persone competenti, pronte ad aiutarle.

Anche tu puoi sostenere lo sportello d’ascolto dell’Opera di Santa Teresa
Con 100 euro al mese puoi restituire dignità a una persona che ha perso il lavoro e la casa. Offri ascolto, accoglienza e la possibilità concreta di ricominciare.
➡️ Dona ora: www.operasantateresa.it/dona
📞 Per informazioni: 0544 38548
📧 info@operasantateresa.it
“A Santa Teresa l’ascolto non è solo una parola, è presenza, è cura, è vita.”
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