Dodici anni senza il Cardinale Tonini, una Messa per ricordarlo. “Era un vescovo che amava stare tra la gente”

Questa mattina, 28 luglio, l’Arcivescovo della diocesi di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, ha celebrato una messa in memoria del Cardinale Ersilio Tonini nel suo 12^ anniversario di morte, nella cripta dell’Opera di Santa Teresa, che per tanti anni – fino alla sua dipartita in cielo – fu la sua casa (a dicembre 2025 saranno 50 anni dal suo ingresso presso l’ente caritatevole). “Un vescovo ha bisogno di stare tra la gente”, parole del Cardinal Tonini su cui aveva già dai primi anni improntato il suo episcopato e riprese dell’Arcivescovo Ghizzoni. Davanti ad amici, fedeli, persone che l’hanno conosciuto e i responsabili e gli operatori dell’Opera di Santa Teresa, Ghizzoni ha raccontato durante l’omelia un’abitudine del suo precedessore: quella di raccogliere in appunti il suo dialogo quotidiano con il Signore, davanti al tabernacolo nelle prime ore del mattino. “Sono circa 150 i quaderni di appunti, scritti con la sua calligrafia, di cui disponiamo e che si potrebbero studiare e pubblicare” afferma l’Arcivescovo Ghizzoni.
“In tempi normali fare il vescovo è un peso grave e anche un’esperienza straordinaria – così scriveva il Cardinal Tonini in alcuni testi riletti oggi durante l’omelia -. Ci si interroga sul futuro, su come e cosa fare per prevenirlo, promuoverlo e dargli forma. Ma oggi i tempi sono straordinari. Io credo che la gente debba prima scoprire la paternità del vescovo che ammirarne l’autorità. Credo che le persone del vescovo conoscano solo i gesti liturgici ma non l’anima vera”.
“Tuttavia serve uno scambio vero tra animo e animo. Come fare? – ha proseguito nella lettura monsignor Ghizzoni – Sono le Comunicazioni sociali, nella Chiesa, ad avere questo compito. Il vescovo ha bisogno di stare non sopra ma in mezzo alla gente. Così è come se ci sia qualcuno in casa, come in una famiglia, che si ritrova nei momenti difficili o anche in quello più belli”.
“In effetti, tutti lo ricordano per questa sua capacità innata di stare in mezzo alla gente. Ringraziamo per quel che è stato e per come ha fatto crescere la nostra Chiesa” ha concluso Ghizzoni.

