Quarant’anni fa la visita di San Giovanni Paolo II: inaugurata la mostra “Il Mosaico più bello di Ravenna” 


messa 11 maggio 2026

Circa 50 fotografie che ripercorrono i momenti più significativi della visita di San Giovanni Paolo II alla Fondazione. Esposto anche il letto utilizzato dal Papa la notte in cui pernottò all’Opera

In tanti hanno partecipato alla Santa Messa celebrata dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni ieri sera, 11 maggio, nella chiesa di Santa Teresa, a cui ha fatto seguito l’inaugurazione della mostra fotografica “Il Mosaico più bello di Ravenna” in occasione del 40° anniversario della visita di San Giovanni Paolo II alla fondazione religiosa. Fra i presenti c’erano volontari, operatori e personale dell’Opera, amici e conoscenti e alcuni ammalati della Cra Santa Teresa. La funzione, celebrata insieme al direttore dell’Opera di Santa Teresa, don Alain González Valdés, e al diacono Luciano Di Buò, è stata intensa nel ricordo di quell’incontro straordinario dell’11 maggio 1986 quando San Giovanni Paolo II incontrò gli ospiti, i bambini e i malati accolti a Santa Teresa. I canti del coro di Comunione e Liberazione hanno accompagnato la liturgia. Accanto all’altare è stato predisposto simbolicamente anche il letto di una persona malata, come accadde durante la visita del Papa.

Mons. Ghizzoni: “Un trattato su come la Chiesa locale abbia vissuto accanto alla gente di questo territorio”

Nella sua omelia, l’arcivescovo Ghizzoni ha ripercorso le tappe della visita del Papa a Ravenna: dall’Anic a piazza del Popolo, dal saluto negli studi di Ravegnana Radio alla Messa a Sant’Apollinare in Classe, fino all’incontro con i giovani all’Ippodromo e allo Sposalizio del Mare a Cervia. Monsignor Ghizzoni ha poi ricordato le parole pronunciate da San Giovanni Paolo II nella chiesa di Santa Teresa. “A tutti giunga il mio cordiale saluto che si fa affettuoso per i più piccoli qui ospitati. E mentre mi rivolgo a quanti sono qui davanti a me – aggiungeva il Papa – intendo abbracciare spiritualmente tutti i malati ricoverati nei vari reparti”. Parole che, secondo l’arcivescovo Ghizzoni, rappresentano “un vero trattato su come la Chiesa locale abbia vissuto accanto alla gente di questo territorio”.

Monsignor Ghizzoni ha poi accennato al discorso fatto dal Papa all’Ippodromo di Ravenna. In questa occasione si rivolse ai presenti esprimendo tutto il suo affetto per la popolazione romagnola: “In Romagna ho incontrato persone generose e forti. Una comunità cristiana piena di fervore operativo. Ho riconosciuto molti valori cristiani fondamentali anche in chi si dichiara non credente. Valori che definiscono un “fondo comune” di risorse morali fondamentali per la vita di un popolo”.Infine, l’arcivescovo ha ricordato il ruolo importante che ebbe, 40 anni fa, il cardinal Ersilio Tonini nell’organizzazione della visita papale in Romagna.

Don Alain: “È il mosaico più bello, perché vivente. Si costruisce ogni giorno grazie alla generosità di molte persone”

“Alla fine di questa celebrazione – ha affermato il direttore dell’Opera, don Alain – rivolgo il saluto dell’Opera a tutti voi e vi ringrazio della partecipazione a questa Santa Messa che ricorda la visita di San Giovanni Paolo II a questa casa”. Un momento di grande grazia per la Chiesa di Ravenna e per questo luogo in particolare. 

“Rileggendo il discorso del Papa – ha proseguito don Alain – mi ha colpito molto questa piccola frase: il dono della consolazione per ognuno di voi e il dono della pace per il mondo intero. Queste parole dette in questa chiesa ci indicano ancora la strada da percorrere, perché oggi più che mai l’Opera di Santa Teresa è chiamata ad essere segno di consolazione e di pace per la nostra comunità e per la nostra città”. Non una pace astratta o costruita, ma la pace “che scaturisce dall’accoglienza, dalla giustizia e dalla compassione, come quotidianamente cerca di costruirla chi collabora e opera in questo luogo”. Il direttore dell’Opera ha così ringraziato tutte le persone che ogni giorno con generosità, disponibilità e dedizione aiutano chi si trova in grave difficoltà, contribuendo in questo modo a mantenere viva e presente questa Opera nel campo dei bisogni. “Con questi valori e con tanti altri, che hanno la sorgente nell’insegnamento e l’esempio di Gesù, come tessere di un mosaico noi diamo vita al mosaico più bello della nostra città. Così abbiamo intitolato questa mostra che oggi inauguriamo. È una grande pretesa dire che questo è il mosaico più bello della nostra città, ne siamo consapevoli. Non lo diciamo noi, ma secondo la testimonianza di alcuni l’avrebbe detto San Giovanni Paolo II mentre lasciava l’Opera dopo la sua visita”.

“È un mosaico vivente, che si costruisce in mezzo a tante difficoltà, ma che ogni giorno dona una nuova bellezza, quella della crescita spirituale e umana di tante persone – volontari, operatori, benefattori – che collaborano insieme per il bene comune. Ringrazio infine il personale dell’Opera che ha organizzato questa mostra e le Suore della Piccola Famiglia di Gesù Bambino per il materiale usato” ha concluso don Alain.

La mostra: giornate e orari di visita 

“Il Mosaico più bello di Ravenna” – Mostra fotografica in occasione del 40° anniversario della visita di San Giovanni Paolo II all’Opera di Santa Teresa

La mostra sarà aperta tutti i giorni fino a domenica 17 maggio,  dalle 10 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.
Al di fuori degli orari previsti, è possibile visitare la mostra su prenotazione telefonando al 335 1450154.
La visita è a libera offerta (offerta minima consigliata: 10 euro).