Un giorno di festa per la diocesi. È stato inaugurato questa mattina, in via Narsete 71, dal presidente della Cei, il cardinal Matteo Maria Zuppi, il nuovo emporio della carità della diocesi, alla presenza dell’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni,  del prefetto Castrese de Rosa e del sindaco Michele de Pascale e del direttore della Caritas don Alain Gonzalez Valdès. Un progetto nato nel 2015 per dare spazio all’attenzione ai poveri e che oggi si è concretizzato grazie a un investimento di 1,3 milioni di euro da parte della Diocesi, con fondi 8 per mille, e grazie a un contributo straordinario della Cei di 500mila euro.

Con i suoi 1800 metri quadrati di superficie, il nuovo emporio di Ravenna è il più grande di quelli diocesani o nati in ambito ecclesiale della regione. È stato intitolato a don Angelo Lolli, gigante della carità ravennate e fondatore dell’Opera Santa Teresa per il quale è stato avviato il processo per la causa di beatificazione  «Un segno del fatto che la Diocesi si muove insieme verso i poveri», commenta il direttore della Caritas don Alain Gonzalez Valdès

La struttura

Il fulcro della nuova struttura sarà la grande sala centrale dedicata al market per le persone bisognose: ci saranno prodotti che arriveranno dal Banco alimentare, da una piattaforma regionale delle eccedenze di cui il nuovo emporio sarà un hub sul territorio e dalle reti informali che donano alla Caritas. Sugli scaffali non ci saranno prezzi, ma punti e le persone avranno a disposizione una card mensile con un certo numero di punti da spendere nei prodotti. Accanto a quest’area, c’è uno spazio altrettanto grande destinato a riunire vari “mercatini” di abiti e di mobili che fanno sempre riferimento al mondo Caritas. Qui si potranno prendere mobili a offerta libera e il ricavato andrà alla Caritas. Ma soprattutto potrà essere una “palestra di autonomia” per loro. Oltre a questi spazi aperti al pubblico, c’è un grande magazzino, agibile a muletti e altri supporti meccanizzati, che farà da punto di riferimento anche per le necessità delle Caritas parrocchiali e un deposito di mobili al piano interrato. Grazie alla rampa d’ingresso dipinta di “rosso Caritas”, l’emporio è un luogo completamente accessibile.

                         L’emporio della carità Don Angelo Lolli di via Narsete 71

La distribuzione

Dopo l’inaugurazione di questa mattina, la data prevista per l’apertura al pubblico è il 9 gennaio. A regime, l’emporio sarà aperto almeno quattro giorni a settimana, con una decina di volontari impegnati ogni giorno nella distribuzione e nella gestione. “Sarà un punto di riferimento per la carità a livello diocesano e cittadino – ragiona don Alain – ma non deve sostituire tutto quello che già c’è nelle parrocchie. Piuttosto sarà di aiuto e di coordinamento per le Caritas parrocchiali”. Il progetto è che, con un processo graduale, una buona parte della distribuzione alimentare passi da qui, mentre l’ascolto delle persone rimarrà nelle parrocchie e al cda di piazza Duomo. Ma il nuovo emporio è pensato anche per essere un “luogo educativo”, con spazi per laboratori dedicati alle persone in difficoltà, ma anche a scuole, parrocchie e associazioni per educare al risparmio, al riuso e a un diverso rapporto con i beni. In programma anche l’accoglienza degli studenti nell’ambito del progetto ‘Volontari volentieri’ e di ragazzi sospesi, in accordo con le scuole.

Povertà in aumento

Secondo i dati del Dossier Caritas, nei primi 9 mesi del 2022 si sono rivolti al centro d’ascolto della Caritas diocesana 2331 persone,  con un ulteriore aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando gli utenti erano stati 2136. Nei primi 6 mesi di quest’anno, il centro d’ascolto ha accolto 199 nuovi nuclei in difficoltà, mentre erano 91 alla stessa data del 2021. E sono stati 13.876 i pacchi viveri distribuiti nella prima parte dell’anno. Un aumento stimato del 30%, rispetto a un anno già in emergenza come quello passato.

I numeri dell’emporio

La struttura del nuovo emporio si estende su una superficie complessiva di 1800 metri quadrati, di cui 950 metri dedicati a depositi e al magazzino, 530 all’area dove le persone della Caritas potranno scegliere i prodotti di cui hanno bisogno e altri 320 per gli uffici e le aree formative. Saranno almeno 30 i volontari che vi lavoreranno, alcuni dei quali “nuovi”, che si sono presentati proprio dopo aver letto di questo nuovo progetto della Caritas. Si stima che ogni mese vi arriveranno 200 quintali di cibo, la metà dei quali dal Banco alimentare e l’altra metà frutto di donazioni o dell’acquisto di beni da parte della Caritas diocesana. L’emporio della carità di Ravenna è costato un milione 300mila euro. L’importo è stato coperto anche grazie ai fondi dell’8 per mille e con un contributo straordinario della Cei di 500mila euro. Ci lavoreranno stabilmente due persone.


L’inaugurazione

“Sono qui per condividere e ringraziare l’arcivescovo, i volontari della Caritas e tutti voi per questo progetto – ha detto questa mattina il cardinal Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei –. Siamo tutti chiamati a essere volontari perché, se c’è una cosa bellissima dell’emporio, è la gratuità. Se ne esce sempre insieme: nelle grandi tempeste come il Covid o quella terribile della guerra in Ucraina, così come dalla povertà. L’emporio ha bisogno di tanto aiuto. Sapete quell’abitudine che c’è del pane sospeso? Ecco lasciamo qualcosa in sospeso per gli altri. Significa fare Natale, tutto l’anno. L’emporio è un po’ Natale tutto l’anno”.

“Per noi è un salto di qualità nel servizio ai poveri e anche nella pastorale caritativa della diocesi – ha proseguito l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni –. Tutti siamo chiamati oggi a lavorare insieme. Restano attivi i centri di ascolto, sia quelli delle parrocchie che quello di piazza Duomo. Così come San Rocco con tutte le sue opere di carità. Cresce Santa Teresa che dà un contributo specifico alla Caritas e viceversa”.

“Sarà uno strumento per le parrocchie, per dare più spazio all’ascolto – spiega il direttore della Caritas diocesana don Alain Gonzalez Valdès -. Un regalo che facciamo a tutti, a servizio degli uomini e delle donne di Ravenna. Un luogo di dignità e incontro per le persone in difficoltà. A servizio anche della scuola e dei giovani, per educare alla solidarietà”.

“Questa è un’iniziativa che dice tanto di noi e della nostra comunità – ha aggiunto il sindaco di Ravenna Michele de Pascale –. Un intervento che racconta ciò che già si fa e l’impegno della diocesi nella carità. Ma anche un’attenzione alle modalità di aiuto. È forte infatti nella nostra società una certa cultura della colpevolizzazione della povertà. Nella vita si cade, tutti cadiamo. Siamo trapezisti che abbiamo bisogno di una rete cui appoggiarci. Questo si fa qui all’emporio, nel rispetto della dignità di ciascuno”.

“Di questa città mi ha colpito non solo il patrimonio di bellezze artistiche – ha detto il Prefetto di Ravenna Castrese de Rosa –  ma soprattutto la rete associativa e di volontariato diffuso. Abbiamo bisogno di questo: se non ci foste voi, non riusciremmo a farlo. Ravenna sa guardare al futuro. La solidarietà è il cemento della comunità”.