Daniele ospite della Casa della carità: “Santa Teresa mi ha salvato: oggi aiuto chi ha bisogno”

Daniele ha 46 anni, con alle spalle due interventi chirurgici, oggi è in attesa di un trapianto di cuore. Nonostante tutto, ha trovato una nuova energia proprio nel luogo in cui ha dovuto chiedere aiuto perché da solo non ce l’avrebbe fatta: l’Opera di Santa Teresa di Ravenna, che l’ha accolto presso la Casa della carità. Qui Daniele non è più da solo: ha un alloggio, condivide esperienze e momenti insieme agli altri ospiti e può darsi da fare, svolgendo servizio di volontariato nelle altre attività di carità della Fondazione per dare una mano a chi è solo sole e in difficoltà.
«Aiutare chi sta passando quello che ho vissuto io, mi fa sentire vivo. È come se servisse anche a me per curarmi, per ricominciare».
I primi problemi al cuore sono comparsi nel 2021. Daniele lavorava come autista internazionale, viaggiava giorno e notte tra l’Italia e i Paesi dell’Unione Europea, senza mai fermarsi. Una vita frenetica, senza pause, che alla lunga ha presentato il conto. Nel 2024, con l’aggravarsi delle sue condizioni, gli sono state revocate le patenti: da un giorno all’altro si è ritrovato senza lavoro e senza casa.
Da gennaio 2025 Daniele è ospite alla Casa della Carità, dopo che gli è stato impiantato un defibrillatore. Prima dormiva al dormitorio di San Rocco e cercava riparo dove poteva. La sua è una storia di dolore, ma anche di rinascita.
«L’Opera di Santa Teresa mi sta dando tanto, qui posso muovermi, darmi da fare, aiutare gli altri volontari: se stessi fermo in un letto, preferirei morire. Qui almeno riesco a rendermi utile».
Daniele non è solo un volontario: è una persona che ha scelto di non arrendersi. Vive una condizione di fragilità estrema, ma si impegna ogni giorno a dare qualcosa di sé agli altri. «Non sono diverso da chi vive in strada. Anch’io sto vivendo un momento difficile, ma fare il volontario mi aiuta. So cosa vuol dire perdere tutto».
Alle spalle ha anche una ferita familiare. È separato da quindici anni, e ha una figlia di 17 anni che vive con la madre a Como. Ma da tempo non riesce a vederla. «Sua madre non vuole che la incontri senza che lei sia presente. La mia speranza è che, quando sarà maggiorenne, possa scegliere da sola e magari ricostruire un legame con me, senza interferenze».
Nel frattempo, Daniele coltiva anche un altro sogno: diventare aiuto cuoco. Sta frequentando corsi di formazione e spera di trovare un’azienda disposta a credere in lui. Ma non è facile: «Le imprese non vogliono assumersi il rischio, anche se io ce la metto tutta. Vorrei solo una possibilità».
Il lavoro che svolge oggi, gratuitamente, ha per lui un valore enorme. «Le mie giornate sono ricche, preziose. Ho la fortuna di parlare, conoscere e stare tra la gente. Posso toccare con mano segni di umanità e di umiltà, percepire il senso vero delle cose, comprendere ciò che conta realmente. Anche se i miei desideri sembrano lontani, almeno mi sento utile».
Daniele ha perso tanto, ma ha ritrovato una comunità che lo accoglie, lo ascolta, gli dà fiducia. E questo – forse – è già un inizio di guarigione.
Con 50 euro al mese puoi cambiare una vita, di una persona come Daniele che ha perso tutto: la serenità, il lavoro, la casa e la famiglia.
Sostenere un ospite della Casa della Carità significa garantirgli un letto, un bagno, luce, riscaldamento e una rete amica che possa aiutarlo a ritrovare la sua autonomia.
Con un contributo mensile di 50 euro, aiuti una persona in difficoltà a ritrovare stabilità, calore umano e la possibilità di ripartire.
Dona ora e diventa parte concreta della rinascita di chi non ha più nulla, ma ha ancora una speranza!
Vai alla pagina Dona Ora www.operasantateresa.it/dona-ora/.

