Dopo lo sfratto, trova ospitalità a Santa Teresa. Francoise: “Ho ricevuto l’affetto di una vera famiglia”

Francoise ha 59 anni, è nata e cresciuta in Francia. È qui che ha conosciuto suo marito, italiano, da cui ha avuto due figlie. Quasi 30 anni fa decide di seguirlo e così si trasferisce in Italia, per iniziare una nuova vita. Purtroppo quando il matrimonio finisce, resta da sola. Passano gli anni, le figlie si fanno grandi, Francoise lavora e conduce una vita tranquilla come tante. Non ha mai avuto problemi a trovare un lavoro, si è sempre adattata a ogni genere di impiego. Circa un anno fa, tuttavia, attraversa un momento di grande difficoltà economica e per diversi mesi non riesce a pagare l’affitto per intero. Dopo poco, purtroppo arriva lo sfratto e si ritrova per strada. Non sa dove andare. In realtà la situazione  si rivela molto più complessa di così: per questioni poco chiare legate alla tipologia del rapporto di locazione, con il sostegno di un avvocato d’ufficio Francoise avvia una causa legale per chiedere il risarcimento dei danni.

Intanto, però, un tetto sopra la testa non ce l’ha più. Francoise trova un posto al dormitorio “Buon Samaritano” di San Rocco a Ravenna, dove trascorre alcuni giorni. L’ansia e i suoi attacchi d’asma iniziano a farsi sentire: d’un tratto la sua vita è cambiata e ora condivide la camera con altre persone che non conosce. <<Chi l’avrebbe mai detto – ci racconta Francoise – . Pensi che alcune cose non ti possano mai capitare e invece…>> .

Qualche settimana dopo, è accolta la sua richiesta di accesso alla Casa della carità  “Don Angelo Lolli” di Santa Teresa. Anche se a rilento e con tante questioni burocratiche da dover sbrogliare, la vita di Francoise riparte, poco per volta. A Santa Teresa recupera un po’ della sua serenità: ci sono altri ospiti con cui si ferma a chiacchierare negli spazi comuni come la cucina o la lavanderia. Parla, si confronta con loro, conosce nuove persone e le loro storie. Francoise non si sente più sola.  

Grazie alla sua allegria e positività riesce a farsi volere bene da tutti, creando un clima di benessere e di familiarità: propone a Daniele, Antonio, Ousmane, Umberto, (altri ospiti della Casa della carità) di pranzare e cenare insieme e di contribuire a fare la spesa, ciascuno in base alle proprie disponibilità. Come capita in una vera famiglia, dove si mangia, si parla e si condividono insieme sia le gioie che i dolori. Poi sempre insieme si rassetta e si pulisce.

<<Fra di noi si è creato un bel rapporto di stima e di fiducia reciproca. Daniele ad esempio, ogni sera dopo aver finito di lavare i piatti e prima di andare nella sua camera, aspettava che terminassi le ultime faccende come passare lo straccio per terra. Non mi ha mai lasciata da sola, poi entrambi ci salutavamo e ci auguravamo la buonanotte. Una piccola attenzione nei miei confronti, che ho apprezzato tantissimo>>. Cucinare gli stessi piatti è un modo per fare gruppo e anche per promuovere abitudini alimentari più sane. << Ricordo all’inizio che Ousmane metteva il ketchup e la maionese ovunque e che Antonio mangiava più che altro cibi pronti. Ho iniziato a cucinare per loro, proponendo piatti più genuini. Stavamo tutti meglio>>. La Casa della carità non è solo un luogo temporaneo in cui soddisfare i bisogni primari di una persona, come mangiare e dormire, in attesa di trovare una nuova sistemazione. È un luogo dove nascono relazioni, amicizie, dove farsi forza a vicenda e non sentirsi più soli. Un posto in cui condividere le proprie preoccupazioni e trovare una soluzione. Qui si propone un modello di “abitare sociale” che porta valore nella vita di chi passa per Santa Teresa (volontari, operatori, ospiti); un ambiente stimolante che trasmette nuove energie e non lascia spazio allo sconforto, dove darsi da fare per se stessi e per gli altri.

Durante la sua permanenza a Santa Teresa, Francoise ha sempre lavorato, ma il denaro che percepiva non era sufficiente a pagare un affitto. Da quasi un mese ha lasciato la Casa della carità perché ha trovato lavoro in un hotel, dove le è garantito anche l’alloggio. Intanto la causa giudiziaria va avanti e spera di ottenere quanto prima il risarcimento chiesto. <<Per tanti anni ho pagato a mia insaputa più di quanto dovevo, senza un regolare contratto. Spero che la giustizia faccia il suo corso e di recuperare un po’ di tranquillità>>.

Storie come quella di Francoise sono il riflesso di una società che è cambiata e in cui rispetto al passato è più facile immedesimarsi. A tutti noi potrebbe capitare di cadere, di vivere un momento di grande difficoltà, di sentirsi soli…E ciascuno di noi, in questi frangenti, vorrebbe alzare gli occhi e incrociare lo sguardo di una persona amica, pronta a tenderci una mano.

Con una donazione per la Casa della carità di Santa Teresa, aiuti donne come Francoise a ricominciare e a non darsi per vinte.

Come puoi fare la tua donazione:

  • con bonifico bancario – Iban IT74Y0627013100CC0000326028 (Cassa di Risparmio di Ravenna)
  • tramite il c.c. postale n. 1074562529 (scarica QUI il bollettino, che potrai presentare nel tuo ufficio postale)
  • compilando il form “Dona ora”.È importante indicare nella causale: “Erogazione liberale per Casa della carità di Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù – Ramo ETS” (per poter usufruire delle detrazioni fiscali previste dalle legge ).

Grazie!