Inaugurato il Presepe di Santa Teresa: la vita di Gesù raffigurata nei servizi caritatevoli dell’ente

Questa mattina l’arcivescovo mons. Lorenzo Ghizzoni ha inaugurato il Presepe della Carità dell’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù. Il Presepe è allestito nel locale retrostante lo Spazio della Solidarietà “Alla Beneficenza”, con ingresso da via De Gasperi n°67, a Ravenna, e si potrà visitare da lunedì 23 dicembre a domenica 12 gennaio. In questa rappresentazione, le tappe della vita di Gesù si snodano attraverso quattro settori, che descrivono i servizi di carità della Fondazione. “Il Natale, nel quale si manifesta l’amore gratuito di Dio per l’umanità, non è allora un evento del passato, ma un mistero che si è reso presente nella storia e che continua nell’oggi. Gesù – dice Luciano Di Buò, vice direttore dell’Opera di Santa Teresa – lo possiamo riconoscere nel volto di ogni persona, in particolare in quella più fragile e povera. Il Presepe della Carità dell’Opera di Santa Teresa ci fa prendere coscienza che Gesù nasce in ogni gesto di carità, che è presente nel povero e dentro ciascuno di noi quando ascoltiamo e viviamo la sua parola”.

Primo settore: CASA DELLA CARITÁ
Nel primo settore il visitatore vede riprodotta la facciata del corpo centrale dell’Opera di Santa Teresa, dove è situato l’ingresso e sono ospitate le sue attività caritative. Sulla porta d’ingresso don Angelo Lolli, il fondatore dell’ente, accoglie Giuseppe e Maria incinta e in sella a un asino. Sul marciapiede interno appare anche la persona che con la sua ditta ha contribuito a realizzare il presepe. Sul terrazzo del primo piano, dove è ubicata una residenza universitaria, è presente uno studente, mentre al secondo piano una mamma col bambino in braccio, accolti nella Casa della Carità, che guardano attraverso la finestra.
La Casa della Carità don Angelo Lolli dell’Opera di Santa Teresa è invece sempre aperta per accogliere Gesù nella persona dei senza fissa dimora, nella persona povera che bussa alla sua porta.
Secondo settore: SERVIZIO DOCCE, GUARDAROBA E RISTORO
Nella parte alta del secondo settore è riprodotta la lavanda dei piedi tratta dall’immagine del presbiterio della chiesa di S. Teresa. Gesù, durante l’ultima cena “si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto…Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi”. Sul tavolo si trova la riproduzione dei locali del servizio Docce, Guardaroba e Ristoro dell’Opera di Santa Teresa. Nel corridoio si osservano le figure del direttore e di un volontario. Nel locale Docce una persona si sta lavando, un’altra è in attesa di entrare mentre una volontaria sta dando lo straccio sul pavimento.
È questo il modo in cui l’Opera di Santa Teresa accoglie l’invito di Gesù di “lavare i piedi al prossimo”. Il visitatore giunto in fondo alla stanza può ammirare ora la scena della Natività.

Scena secondo settore: LA NATIVITÁ
In questo settore è rappresentata la Natività: la nascita di Gesù in una grotta con accanto la scena dell’annunciazione. In fondo alla grotta si osserva un pastore con il suo gregge. Le tre immagini artigianali, ottenute attraverso lavorazioni col traforo, riproducono quadri famosi del 1600-1700, come indicato nelle etichette informative. Gesù è la luce vera che illumina ogni uomo, come specificato nel pannello al di sopra della scena della natività. Chi segue questa luce non cammina nelle tenebre ma avrà la luce della vita. La scena a destra della natività illustra i pastori con il gregge e i Re Magi, che sono in cammino per andare ad adorare il Bambino Gesù. Nel pastore alla testa del gregge si può scorgere Gesù: il buon pastore che dà la vita per le pecore. La scena di sinistra illustra diverse tipologie di persone che stanno entrando nell’Opera di Santa Teresa: il povero, il fragile, lo studente, il pellegrino, il bisognoso. Accoglierli con amore significa fare percepire loro la presenza di Gesù. Come riportato nel pannello soprastante: la fede si rende operosa nella carità.
Le attività caritative dell’Opera di Santa Teresa sono riassunte nelle otto immagini riportate sulla parete girando a sinistra.

Scena terzo settore: MENSA DEI POVERI
Nella parte alta del terzo settore è riprodotta l’ultima cena di Gesù. “Mentre mangiavano Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli disse: prendete e mangiatene questo è il mio corpo. Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro dicendo: bevetene tutti, questo è il mio sangue dell’alleanza che è versato per molti per il perdono dei peccati”. Sul tavolo si trova la riproduzione tridimensionale della sala mensa dell’Opera di Santa Teresa dove si vedono i poveri seduti intorno ai tavoli che consumano il pasto. È in quella tavola che Gesù è presente.
Scena quarto settore: IL POLO SANITARIO E LA FARMACIA
Nella parte alta del pannello di questo settore è riprodotta l’immagine del Buon Samaritano, tratta dal dipinto del presbiterio della chiesa dell’Opera di Santa Teresa.
“Un samaritano che era in viaggio, passandogli accanto lo vide, ne ebbe compassione, gli si fece vicino, gli fasciò le ferite versandogli olio e vino poi, caricatolo sopra il suo giumento lo portò ad una locanda e si prese cura di lui”. Appoggiato al tavolo è riprodotto l’ingresso del Polo Sanitario con sullo sfondo l’edificio di Ravenna 33 e sul retro la farmacia S. Teresa del Bambino Gesù. Sulla porta d’ingresso del Polo Sanitario un medico e due infermiere accolgono la persona bisognosa di cure. Fuori è parcheggiata l’auto con la quale il Polo Sanitario effettua il servizio di cura a domicilio e la farmacia, attraverso un servizio gratuito, consegna i farmaci presso l’abitazione delle persone sole impossibilitate ad uscire. Il Polo Sanitario, con il supporto di Ravenna 33 e la farmacia S. Teresa, si fanno prossimi alle persone bisognose e indigenti segnalate dalla Caritas, visitandoli gratuitamente e consentendo l’accesso gratuito al farmaco.

Il povero, la Risurrezione e lo Spazio della Solidarietà “Alla Beneficenza”
Al termine del percorso si ammira sulla panchina la suggestiva immagine di un povero sdraiato che dorme. Non si vede in volto, perché ogni persona ha la sua dignità e perché rappresenta tutti i poveri, sui piedi si vedono dei fori. Nel povero è presente Gesù. È l’immagine finale che ricollega il senso di tutto il Presepe della Carità. Prima di uscire dalla stanza, attraverso la stessa porta nella quale si è entrati, si osserva Gesù risorto che ci dice che egli è vivo e che è presente anche dentro di noi, se lo ascoltiamo e lo cerchiamo. Il Signore Gesù nasce anche nel tuo cuore quando ascolti e vivi la sua parola.
Prima di uscire il visitatore può sostare nello Spazio della Solidarietà “Alla Beneficenza” dove si trova esposta oggettistica varia, accessori, creazioni e idee regalo realizzate dalle volontarie, acquistabili a offerta libera. Il ricavato è destinato ai servizi di carità dell’ente. Con un piccolo acquisto si fanno due doni: uno alla persona che riceve l’oggetto e l’altro al povero che accede all’Opera di Santa Teresa.
Periodo di apertura e orari
Presepe della Carità
23 dicembre 2024 – 12 gennaio 2025
Dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:00.
Per informazioni, cell. 349 890691.
operasantateresa.it

