Opera di Santa Teresa. Nel 2025 erogati più servizi. Don Alain: “Vicini ai nuovi bisogni”

Non solo senza fissa dimora tra gli utenti dei servizi, ma anche lavoratori e pensionati senza una casa, donne sole con bambini, e chi, tra utenze e spese, non riesce ad arrivare a fine mese
A Ravenna le condizioni di fragilità e di povertà sono in aumento. Lo dimostrano in parte i dati sulle attività di accoglienza presentati dall’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù per l’anno 2025. In particolare, partendo da una delle attività cardine della fondazione, il servizio Docce, Guardaroba e Ristoro, nell’anno appena trascorso sono state 554 le persone che hanno potuto fare una doccia, consumare una colazione o chiedere vestiti puliti. Entrando nel merito, rispetto al 2024 è aumentato il numero dei servizi erogati: sono state 3810 le docce garantite (circa 14 al giorno) a fronte delle 3257 del 2024, 8681 i vestiti donati (una media di 32 capi al giorno) rispetto ai 6451 del 2024 e 12276 le colazioni offerte (circa 45 al giorno), più che raddoppiate rispetto al 2024 in cui erano 6443. Numeri che evidenziano una crescita del bisogno. Gli utenti del servizio, infatti, non sono più, e solo, persone senza fissa dimora o che versano in grave stato di emergenza abitativa. Oggi, fra queste, c’è anche chi pur avendo una casa, si rivolge a Santa Teresa perché, tra utenze e spese, non riesce ad arrivare a fine mese. Per dare un supporto concreto oltre la mera accoglienza, con 153 di questi utenti sono stati avviati percorsi di accompagnamento nell’accesso ai servizi del territorio, ad attività formative, nella ricerca di un lavoro o di una casa.
Casa della Carità. Nel 2025 accolte 42 persone. Si conferma l’andamento del 2024. Nei primi mesi del 2026, siamo già a 25
Altro importante servizio per le ospitalità di medio-lungo termine, è la Casa della Carità Don Angelo Lolli che nel 2025 ha dato ospitalità a 42 richiedenti, andamento in linea con quello del 2024 (44 accoglienze). Dopo i lavori di ampliamento, che hanno interessato una parte della Casa e portato la sua capienza fino a 50 posti letto, nei primi due mesi del 2026, sono state accolte già 25 persone. Qui vivono uomini e donne che non hanno più una casa o fanno fatica a trovare un affitto. Ci sono ultra ottantenni che pur avendo una pensione dignitosa sono finiti per strada perché sfrattati, alcuni nuclei familiari, principalmente donne sole con bambini, e lavoratori.
“La nostra accoglienza – afferma don Alain González Valdés, direttore dell’Opera di Santa Teresa – si caratterizza per il coinvolgimento degli ospiti nelle nostre attività. Oltre a contribuire a tenere puliti gli alloggi e gli spazi in comune della Casa della Carità, molti di loro fanno volontariato al servizio Docce, al dormitorio, si occupano della gestione del magazzino, della dispensa e di tante altre attività interne. Un modo per aiutarsi gli uni con gli altri. Nel suo impegno per la carità, l’Opera vuole dare continuità al lavoro di Don Angelo Lolli svolto quasi 100 anni fa, ormai, e cioè occuparsi delle povertà e dei bisogni della società”.
“L’ampliamento dei posti disponibili a Santa Teresa – precisa Matteo Casadio, vicedirettore – ha riguardato solo gli ultimi due mesi dell’anno 2025, per cui i dati dell’anno scorso ci dicono che l’aumento del numero delle persone che sono state accolte nei nostri servizi, ad offerta più o meno invariata, è vertiginoso e ci dice che anche la nostra città è segnata profondamente da problematiche sociali che non possono essere sottovalutate. Anche il dormitorio Card. Tonini, che mette a disposizione 16 posti letto e che è stato aperto a Santa Teresa lo scorso 27 ottobre con l’ingresso dei primi 5 ospiti, alla fine del 2025 era già al completo”.

Giulio e Ousmane, due ospiti della Casa della Carità
Dormitorio Card. Tonini: da ottobre 2025 a oggi ospitate 30 persone
Ad oggi, le persone accolte in dormitorio sono state 30, con una permanenza media di 24 giorni: poco meno del 50 per cento sono in attesa di chiamata da parte delle autorità competenti, in quanto richiedenti asilo, il 15 per cento di loro è uscito dal progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero dell’Interno), ma non hanno un posto in cui vivere. Gli altri hanno potuto partecipare ai corsi di italiano e ai tandem linguistici avviati all’Opera di Santa Teresa. Inoltre, gli è stato dato supporto nella ricerca di un’occupazione, nei rapporti con servizi del territorio o assistenza sanitaria attraverso l’Ambulatorio della Solidarietà.

Volontari e un ospite del dormitorio
Ambulatorio della Solidarietà Suor Argia Drudi: da maggio a dicembre 2024, 89 visite a 62 pazienti. Nel 2025, 173 visite a 115 pazienti
Attualmente, chi si rivolge a questo servizio di medicina generale (nato grazie all’impegno della Croce Rossa, dell’Ordine dei Medici e dei Lions cittadini, per dare le prime cure a tutti coloro che non possiedono la tessera del servizio sanitario nazionale in corso di validità) sono persone conosciute all’Opera perché frequentatori del servizio Docce. I pazienti visitati da maggio (mese di inaugurazione del servizio) a dicembre 2024 sono stati 62. Le visite 89. Nel 2025, invece, si è arrivati a 173 visite e a 115 pazienti (una media di 3 visite a settimana). Più del 50 per cento di loro ha un’età compresa tra i 20 e i 40 anni. L’ambulatorio è gestito da medici in pensione o volontari e da infermiere della Croce Rossa ed è collocato sempre all’interno di Santa Teresa. È aperto tutti i giovedì, dalle 10 alle 12.
“Non sarebbe possibile – conclude don Alain – dare continuità a queste forme di carità senza la presenza di personale volontario. Possiamo contare su circa 80 volontari che con costanza, seppur ognuno con le sue disponibilità di tempo, garantiscono il buon funzionamento delle attività. Senza di loro, l’Opera di Santa Teresa non esisterebbe”.

Un utente dell’Ambulatorio della Solidarietà

