“Qui mi hanno accolto davvero”: il cammino di Faissal verso una nuova vita

Per nove mesi ha viaggiato senza soldi, spesso senza cibo, attraversando Paesi sconosciuti a piedi, dormendo dove capitava e affrontando la paura di non farcela. Oggi Faissal, arrivato dal Pakistan nel 2016, guarda la sua vita con occhi diversi: “Adesso mi sento tranquillo”, racconta con semplicità. Ma dietro quelle parole si nasconde una storia fatta di dolore, coraggio e speranza.
Faissal è nato nella regione del Punjab, in Pakistan. Ha deciso di lasciare il suo Paese a causa delle difficili condizioni economiche e sociali in cui viveva. Il lavoro scarseggiava ed era mal pagato, spesso controllato dalla criminalità locale, anche curarsi era diventato impossibile per chi non aveva denaro. Una realtà dura, che gli ha portato via anche persone care.
Così è iniziato il suo lungo viaggio verso l’Europa.
Per due mesi ha attraversato l’Iran a piedi, insieme a tante altre persone in cerca di un futuro migliore. Poi la Turchia, la Grecia, la Macedonia, la Serbia, l’Austria e la Croazia. Un percorso estenuante, segnato dalla fame, dalla fatica e dalla paura. In alcuni Paesi è stato fermato e persino incarcerato perché privo di documenti. Per mesi ha vissuto senza nulla, contando solo sulla forza di andare avanti.
L’Italia, però, per lui aveva sempre avuto un significato speciale. Fin da bambino ne aveva sentito parlare, anche se non aveva mai avuto la possibilità di conoscerla davvero. E così, quando in Austria qualcuno gli indicò un treno diretto verso Bologna, Faissal non esitò. Arrivò in Italia senza sapere dove andare. La sua prima notte la trascorse dormendo alla stazione di Bologna. Poi un’altra persona gli parlò di Ravenna e gli consigliò di raggiungerla. Faissal salì su un nuovo treno e, al risveglio, si ritrovò in una città sconosciuta.
Per due giorni camminò senza meta, senza mangiare e senza conoscere nessuno. Cercò aiuto tra persone provenienti dal Pakistan, dall’India e dal Bangladesh, ma nessuno riuscì a indirizzarlo. Alla fine incontrò dei carabinieri e trovò il coraggio di raccontare la sua situazione: non aveva cibo, non aveva un posto dove dormire.
Furono proprio loro ad aiutarlo, accompagnandolo in questura per avviare i documenti e indirizzandolo verso una prima accoglienza. Ha trovato un posto letto al dormitorio Buon Samaritano della parrocchia di San Rocco, e la possibilità di usufruire la mattina del servizio Docce, Guardaroba e Ristoro all’Opera di Santa Teresa.
“Qui ho trovato persone che mi sono state vicine”, racconta Faissal. Non solo un letto e un pasto caldo, ma anche ascolto, sostegno e qualcuno pronto a chiedergli ogni giorno come stesse e di cosa avesse bisogno. All’Opera di Santa Teresa ha trovato anche un aiuto concreto per cercare lavoro e ricominciare lentamente a costruire il proprio futuro.
Oggi Faissal ha una casa, un’occupazione e guarda al passato con gratitudine e al futuro con più serenità. Dopo anni di sofferenza e precarietà, sente finalmente di avere trovato un luogo dove sentirsi accolto e una vita che può davvero chiamare sua.
ULTIMI ARTICOLI
- Le Giornate di Santa Teresa: inaugurati i nuovi alloggi universitari – Dai giornali
- Opera di Santa Teresa, inaugurati i nuovi alloggi universitari
- Lo studentato Santa Teresa si allarga: 17 nuovi posti – Dai giornali
- Insieme per conoscere, condividere e sostenere l’Opera. Tornano “Le Giornate di Santa Teresa”
- Corri e fai la differenza! Partecipando alla 10 km della Maratona di Ravenna, aiuti anche chi ha bisogno
- Adama: un nuovo inizio, tra attese e solidarietà
- Da Ravenna a Roma “in moto per uno straccio di pace”. Il ricavato andrà a Santa Teresa
- “Sanremo Famosi”: 18.300 euro alla solidarietà, tra i beneficiari anche l’Opera Santa Teresa
- Presentato il bilancio dell’esercizio 2025 dell’Opera di Santa Teresa – Dai giornali
- Presentato bilancio dell’esercizio 2025. «Rafforzare le azioni per garantire la sostenibilità e per continuare missione di carità»

