Santa Teresa, fino a 70 posti letto per le persone indigenti. Parte una raccolta fondi

Venerdì 2 ottobre l’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna inaugura due importanti opere di carità per la città di Ravenna: il dormitorio “Card. Ersilio Tonini” e i nuovi spazi della Casa della Carità “don Angelo Lolli”. Dopo quasi due anni di lavori per adeguare la struttura alla normativa di prevenzione incendi e che hanno permesso di ampliarne la capacità ricettiva, Santa Teresa potrà mettere a disposizione fino a 70 posti letto per le persone e le famiglie indigenti (circa 40 posti in più per la Casa della Carità, che ne dispone già di 15, e circa 16 per il dormitorio). Questo evento, a cui parteciperà il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna, si inserisce nell’ambito delle iniziative sulle Giornate di Santa Teresa (clicca QUI per il programma completo), presentate questa mattina, 12 settembre, in conferenza stampa presso il teatro dell’Opera di Santa Teresa. L’incontro è stato anche occasione per comunicare i dati del primo semestre 2025 sui servizi di carità.
Erano presenti i volontari, gli operatori, i religiosi della Fondazione, alcuni membri del Comitato promotore per le iniziative legate al Centenario della nascita di Santa Teresa (che ricorre il 25 gennaio 2028), come Mirella Falconi, Franco Gabici, Paola Carpi, Antonio Serena Monghini, Giorgio Guberti, Manuela Mambelli, Daniela Verlicchi. Per le autorità, il Prefetto Raffaele Ricciardi, il Questore Gianpaolo Patruno e l’assessora Federica Moschini che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale e ringraziato Santa Teresa per il lavoro che sta portando avanti.
Sono intervenuti monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo della Diocesi di Ravenna-Cervia nonché presidente del Comitato promotore di Santa Teresa, Linda Giuditta Bari, responsabile della progettazione e del coordinamento dei servizi di carità, Matteo Casadio, amministratore delegato del Ramo Ente Terzo Settore e Antonio Patuelli, presidente de La Cassa di Ravenna S.p.A. e membro del Comitato promotore.
Ghizzoni: «Quello per rilanciare Santa Teresa è un impegno economico importante. C’è bisogno della solidarietà di tutti»
«Vogliamo valorizzare il momento dell’inaugurazione dei nuovi spazi – ha affermato l’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni – con alcune iniziative, che si terranno l’1 e il 2 ottobre: ci sarà una visita guidata al MuDAL, museo dedicato alla vita di don Angelo Lolli, fondatore dell’Opera, un convegno sulle figure femminili che hanno collaborato con don Lolli e poi il 2 ottobre la Santa Messa celebrata dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, nella Chiesa di Santa Teresa, dove sarà rinnovato il mandato di servizio ai volontari. Siamo in una fase importante perché la storia di Santa Teresa è cambiata: se in passato l’esigenza, colta da don Lolli, era quella di dare assistenza ai malati cronici, persone e bambini con disabilità, in un’epoca in cui non esisteva il sistema della sanità pubblica, oggi i “nuovi poveri” sono invece le persone sole, in difficoltà, senza una casa. In questi anni si è fatto un grande lavoro per salvare Santa Teresa dai problemi, anche economici, del passato. Oggi siamo pronti per rilanciare la sua missione che resta a servizio dei più fragili e di persone che spesso non possono pagare un affitto o permettersi una casa. Quello per rilanciare Santa Teresa è un impegno economico importante. C’è bisogno della solidarietà di tutti e anche dell’aiuto dei volontari per sostenere questa che è una delle opere di carità più importante della Romagna, con uno sguardo ai poveri e ha chi non ha mezzi».
Nei primi 6 mesi del 2025, accolte più di 300 persone. Bari: «La fragilità è di tutti»
La responsabile della progettazione e del coordinamento dei servizi di carità, Linda Giuditta Bari, ha descritto l’andamento dei servizi oggi fulcro dell’attività caritatevole di Santa Teresa (Casa della Carità e servizio Docce, Guardaroba e Ristoro), evidenziando una crescita delle richieste di aiuto, legata principalmente al problema dell’emergenza abitativa. «Santa Teresa – ha detto Bari – da qualche anno ha iniziato a rispondere a un’esigenza del territorio di Ravenna: dare ospitalità temporanea a persone che vivono in condizioni di fragilità. Oggi, più che mai, in un modus vivendi sempre più ricco di apparenza e materialità, dobbiamo ricordarci che la fragilità è una condizione insita nell’essere umano. Di fronte a essa possiamo stringerci in un abbraccio e cercare nell’unione quella forza che manca quando rimaniamo soli e disorientati. Questo è quello che facciamo a Santa Teresa. Nel 2021 abbiamo iniziato ad offrire una doccia calda, una colazione e un cambio di vestiti a uomini e donne ormai abituati a vivere per strada o che c’erano finiti da poco. Il numero di accessi ha iniziato ad aumentare, arrivando oggi a quasi 60 ingressi registrati ogni mattina. Nel primi sei mesi del 2025, abbiamo accolto più di 300 persone, offerto più di 5000 colazioni e quasi 1500 docce, per una media di 45 colazioni al giorno e 15 docce. In questo primo semestre, in alcuni mesi, ogni giorno avvenivano almeno 2 nuovi ingressi di persone bisognose, in cerca d’aiuto. Il trend rimane in crescita, anche nel mese corrente».
Sulla base di questo costante aumento negli accessi, si è arrivati a ripensare Santa Teresa come a una cittadella della carità, proprio come faceva un tempo il suo fondatore, don Angelo Lolli. È nata così la Casa della Carità, uno spazio co-abitato da persone sole, fuggite da Paesi in guerra o da situazioni familiari complesse, lavoratori stranieri, alcuni pensionati sfrattati e famiglie. Oggi questa Casa è in grado di ospitare più di 50 persone. L’ospitalità a Santa Teresa verrà quindi declinata in due forme: oltre a quella diurna e notturna della Casa della Carità ampliata, l’accoglienza esclusivamente notturna del nuovo dormitorio con rinnovi settimanali.
Per accedere ai servizi del dormitorio e della Casa della Carità saranno valutate solo le richieste che perverranno al centro di ascolto diocesano, «al tempo stesso – ha aggiunto Bari – ci rendiamo disponibili a convenzionarci con il Comune di Ravenna e, più in generale, a collaborare con le pubbliche istituzioni in un impegno costante e volto a contrastare l’emergenza abitativa che oggi colpisce duramente la nostra città. Nella realizzazione di questo progetto si sono finora rivelate fondamentali le sinergie strette con Caritas Ravenna-Cervia e con il dormitorio Buon Samaritano, che ci tengo a ringraziare personalmente».
Casadio: «Investimento da un milione di euro». Parte una raccolta fondi
«Nel corso di questi ultimi due anni, – ha spiegato l’amministratore del Ramo ETS di Santa Teresa, Matteo Casadio – abbiamo fatto un investimento che sfiora il milione di euro, per mettere a disposizione fino a circa 70 posti letto. Uno sforzo economico, che anche e soprattutto a regime sarà molto impegnativo, in particolare per quello che riguarda i costi della gestione ordinaria della struttura. Queste attività non si svolgono in regime di mercato, ma solo grazie alle liberalità e alle donazioni di coloro che capiscono il valore di questa cittadella e lo vogliono preservare. Fino ad oggi non abbiamo ancora ricevuto contributi pubblici. Per questo ci rivolgiamo a tutta la cittadinanza ravennate, affinché ci aiuti in questa impresa».
Da qui Santa Teresa ha deciso di lanciare una raccolta fondi rivolta a tutta la cittadinanza di Ravenna per custodire questa “Grande Casa” che dà accoglienza a tante persone indigenti, ma che allo stesso tempo deve mantenere i costi di energia, di pulizia, di manutenzione, di riparazione. «L’auspicio è che questa “casa” sia vissuta e sentita come la casa di tutti, nel senso che tutti decidono di assumersi una piccola parte della responsabilità di proteggerla. E di creare dei legami con i nostri donatori, di conoscerli, conoscere le loro storie e di portare avanti progetti per il bene di tutti e della nostra comunità. Come accade in tutte le famiglie» ha concluso Casadio.
Per aderire al Fondo solidale e partecipare alla raccolta fondi: operasantateresa.it/fondo-solidale-una-casa-a-santa-teresa/.
Patuelli: «Santa Teresa, pezzo importante della storia di Ravenna»
A chiusura dell’incontro ha preso la parola Antonio Patuelli, presidente de La Cassa di Ravenna S.p.A. e membro del Comitato promotore: «L’Opera di Santa Teresa è un pezzo importante della storia di Ravenna. Negli anni ’50 era un ospizio per malati cronici e abbandonati. Ma era un ospizio in una Ravenna particolare, in cui non vi era la sanità, l’ospedale era stato bombardato. E non esistevano i servizi sociali. In tutti gli anni ’50 l’ospedale civile non aveva una sede autonoma, era collocato in via Nino Bixio, presso l’ospedale militare. Questo non dava le risposte a alcune tipologie di ammalati che invece Santa Teresa accudì con grande slancio di solidarietà e di affetto. La Romagna di allora si portava i ricordi traumatici dell’Ottocento, i conflitti della Seconda Guerra mondiale, della guerra civile, con le campagne disastrate, la malaria diffusa, le case sfornite di luce e di acqua. Questo era il terreno in cui la contrapposizione era forte tra mondo cattolico ed altri mondi, e invece proprio l’Opera Santa Teresa portò al superamento di quei conflitti. Il ricordo affettuoso che porto con me e che vorrei oggi condividere è quello di Monsignor Giovanni Zalambani, direttore di Santa Teresa in quegli anni. Quando faceva il giro delle camerate, gli ammalati gli andavano incontro con devozione e affetto e lo chiamavano ‘La Cisa’ (‘La chiesa’) e lui riconosceva tutti i ricoverati, per nome e per soprannome. Zalambani riusciva con una battuta, una frase a strappargli un sorriso, un sollievo e a donare un attimo di benessere. Questa era Santa Teresa» .
Le Giornate di Santa Teresa: il programma
MERCOLEDÌ 1 OTTOBRE
Si parte mercoledì 1 ottobre, alle ore 9:30 con la Santa Messa celebrata dal nostro Arcivescovo, Mons. Lorenzo Ghizzoni per festeggiare la patrona Santa Teresa, nella chiesa di Santa Teresa.
Al termine della Messa, seguirà il momento dello scoprimento del pannello in terracotta patinata donato dallo scultore Matteo Bonetti e raffigurante Santa Teresa del Bambino Gesù.
Alle 17, si prosegue con “Volare in alto per i più poveri”, visita guidata al MuDAL, Museo dedicato alla vita e alle opere del fondatore dell’Opera di Santa Teresa, Don Angelo Lolli. (Ingresso da via Santa Teresa, 8).
Alle 18, presso il teatro di Santa Teresa si potrà prendere parte al convegno su “Don Lolli e le figure femminili dell’Opera Santa Teresa del Bambino Gesù” aperto da don Alessandro Andreini, della comunità di San Leolino di Panzano, biografo di don Lolli della Causa di Beatificazione. Gli interventi saranno a cura di Tina Serra, presidente del Centro Italiano Femminile (CIF) comitato comunale di Ravenna. Alla fine dell’incontro un piccolo buffet. L’ evento, aperto a tutti, è organizzato dal Centro Italiano Femminile (CIF) comitato comunale di Ravenna, dalla Scuola di Formazione Teologica della Diocesi di Ravenna e dalle Suore della Piccola Famiglia di Santa Teresa del Gesù Bambino.
GIOVEDÍ 2 OTTOBRE
Giovedì 2 ottobre sarà dedicato all’inaugurazione dell’ampliamento della Casa della Carità “Don Angelo Lolli” e del nuovo Dormitorio “Card. Ersilio Tonini”.
Alle 18:30, nella chiesa di Santa Teresa, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Arcivescovo di Bologna, insieme all’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, Mons. Lorenzo Ghizzoni, celebrerà una Santa Messa per i volontari (dove sarà confermato il loro mandato di servizio), i dipendenti, gli ospiti, i collaboratori e i partner della fondazione.














