Maratona di Ravenna, donati 400 euro e quasi 300 paia di scarpe a Santa Teresa

Anche Opera di Santa Teresa ha partecipato al progetto Onlus dell’edizione 2025 della Maratona di Ravenna Città d’Arte, che quest’anno ha battuto il record di oltre 19mila partecipanti portando avanti non solo la tradizionale passione legata al mondo dei runners e dello sport, ma anche un forte messaggio di impegno solidale e sociale. Ieri sera, 9 febbraio, in municipio a Ravenna il presidente di Ravenna Runners Club, Stefano Righini, ha consegnato gli assegni con i contributi economici ai rappresentanti delle realtà di volontariato che nei mesi precedenti alla maratona hanno promosso il proprio status di charity partner, in particolare della Martini Good Morning Ravenna 10K, raccogliendo adesioni fra tesserati e sostenitori. Opera Santa Teresa, alla sua prima partecipazione al progetto (per maggiori info, leggi QUI), ha coinvolto oltre 80 persone che si sono iscritte alla 10km a favore della fondazione (donati 405 euro) e tramite l”iniziativa “Un paio di scarpe per due vite” ha raccolto quasi 300 paia di scarpe da runners e in buono stato, che sono state destinate alle persone bisognose che si rivolgono all’Opera per fare una doccia e procurarsi vestiario pulito.
Don Alain González Valdés, direttore di Opera S. Teresa: “Per aiutare la parte più fragile della nostra città, c’è bisogno dell’aiuto di tutti”
“Il legame con le onlus rappresenta da sempre un valore fondamentale per la Maratona di Ravenna – sottolinea Stefano Righini – e anche quest’anno abbiamo voluto confermare un impegno concreto che va oltre l’aspetto sportivo, rafforzando il nostro ruolo all’interno della comunità. Attraverso il Progetto Onlus, anche la 26esima edizione ha permesso di sostenere in modo tangibile le attività e le iniziative portate avanti quotidianamente dalle realtà del terzo settore. L’auspicio è che questo percorso possa crescere ulteriormente nel tempo, ampliando la rete e i benefici per tutti i soggetti coinvolti. Il nostro intento è quello di essere sempre più integrati nel tessuto sociale del territorio come parte attiva capace di ‘fare la propria parte’ nel caso se ne ravvisi la necessità e comunque sempre in favore di chi necessita un sostegno per qualsiasi ragione”.
“Opera Santa Teresa non è più un ricovero ospedaliero per gli ammalati, come lo era tanto tempo fa – spiega il direttore don Alain González Valdés – ma continua la sua missione di carità secondo la volontà del suo fondatore, don Angelo Lolli, raccogliendo quelli che sono i nuovi bisogni della nostra società e cercando di dare risposte alle emergenze dei nostri tempi: la mancanza del lavoro, di una casa, la solitudine. Ad oggi, con la Casa della Carità siamo in grado di accogliere fino a 50 persone per permanenze medio lunghe in attesa che possiamo trovare per loro, collaborando con i servizi sociali del comune e le altre realtà associative, sistemazioni più stabili. Il dormitorio a Santa Teresa, attualmente pieno, offre riparo per la notte a 16 ospiti, mentre il servizio Docce, Guardaroba e Ristoro accoglie ogni mattina una media di 60 utenti che vi accedono per fare una doccia, consumare una piccola colazione e procurarsi dei vestiti. Come vedete l’Opera è tante cose: c’è poi la Mensa della carità, gestita dalla Caritas diocesana, un Ambulatorio della solidarietà portato avanti dalla Croce Rossa, un Punto d’ascolto, gli Avvocati di strada. E per portare avanti tutte queste cose a favore della parte più fragile della nostra città, c’è bisogno dell’aiuto e della solidarietà di tutti. Quindi grazie alla Maratona di Ravenna per averci dato questa opportunità, a tutte le persone che hanno partecipato al progetto Onlus e donato le scarpe, ai nostri volontari che hanno lavorato all’Expó Marathon e a tutte le associazioni che operano nel nostro territorio per fare il bene comune”.
“La Maratona di Ravenna – dice Roberta Mazzoni, assessora del Comune di Ravenna a Politiche Sociale e Politiche per la salute – dimostra come in un evento sportivo sia professionisti, sia cittadini amanti dello sport, o attenti alla promozione di sani stili di vita, possano integrarsi all’interno della comunità, conciliando i propri valori con quelli di associazioni che operano nell’ambito sanitario, sociosanitario e sportivo. Questo incontro integra risorse e competenze che possono essere messe a disposizione di progetti specifici di sviluppo, volti ad integrare la rete dei servizi a beneficio dell’intera comunità”.



