Matteo Casadio, nuovo vice direttore di Opera Santa Teresa: “Un onore indescrivibile”

Con un decreto firmato dall’arcivescovo mons. Lorenzo Ghizzoni, nonché presidente dell’Opera di Santa Teresa, sono state rinnovate le cariche del consiglio d’amministrazione dell’ente tra cui anche quelle dirigenziali: don Alain González Valdès assume l’incarico di direttore dell’Opera, terminato da don Alberto Graziani, mentre il dott. Matteo Casadio assume la vice direzione prendendo il posto del diacono, dott. Luciano Di Buò.
Di seguito riportiamo la lettera di presentazione del nuovo vice direttore, dott. Matteo Casadio.
“Rivolgo a tutti i lettori un saluto cordiale. Per me è un onore indescrivibile assumere questo ruolo in una realtà che ha fatto e speriamo continui a fare la storia di questa città e della Chiesa ravennate. Se qualcosa di buono riuscirò a fare sarà perché a fianco a me ci sono il nuovo Direttore don Alain, le persone che lavorano a Santa Teresa, Alberto, Barbara, Davide, Erika, Filippo, Giovanna, Linda, Nicole, le nostre suore della Piccola Famiglia e questo straordinario gruppo di volontari che ho già avuto modo di conoscere, apprezzandone la dedizione, la passione, il cuore, gli ospiti che con grande umiltà e altruismo offrono quotidianamente la loro disponibilità ad essere parte attiva di questa famiglia.
Se tutti noi oggi siamo qui è per merito di chi ci ha preceduto, in particolare, il Direttore e il Vicedirettore uscenti, Don Alberto Graziani e Luciano Di Buò, che in anni passati hanno saputo risolvere una situazione critica dal punto di vista economico, nonché dell’Arcivescovo Lorenzo che vuole tanto bene a questa realtà. Sentiamo la responsabilità prima di tutto di creare dentro Santa Teresa un clima di unità e di grande collaborazione tra tutti coloro che vi operano. Dobbiamo essere consapevoli che, nel momento nel quale condividiamo la vocazione a dedicarci, ognuno nel suo ruolo e con la sua specifica responsabilità, al riscatto di coloro ai quali la vita ha riservato molte rinunce e sofferenze, a sollevarli anche dal peso degli errori e a offrirgli una nuova opportunità, dobbiamo prima di tutto essere di esempio nel modo in cui ci rapportiamo tra noi, nel rispetto reciproco, con grande amabilità, come ci ha suggerito il Card. Zuppi nell’omelia della Santa Messa di inaugurazione dei nostri nuovi spazi per la carità. Sportello di ascolto, servizio docce, guardaroba e ristoro, dormitorio “Card. Ersilio Tonini”, Casa della carità “Don Angelo Lolli”, spazio “Alla Beneficienza”, ascolto e compagnia agli ospiti, tandem linguistici e lezioni di italiano, le collaborazioni con Croce Rossa e con i Lions per l’Ambulatorio della Solidarietà, con la Caritas per la Mensa della Carità e il Centro Diurno Crocevia, con l’Avvocato di Strada, con gli Alcoolisti Anonimi e le loro famiglie, con il Centro di Aiuto alla Vita, nonché con i servizi pubblici di Bassa Soglia e con tutte le altre strutture di accoglienza temporanea del territorio per l’emergenza abitativa: Santa Teresa è già tutto questo e per rendere sostenibile tutte queste attività dovremo consolidare e sviluppare le relazioni con tutta la comunità cittadina, quella delle persone, delle famiglie, delle imprese, di enti, associazioni facendo toccare loro con mano il fervore e la passione che abitano in questa grande casa e chiedendo loro di supportarci e sostenere il nostro sforzo.
E poi i giovani. Questo è il nostro nuovo e grande sogno. Santa Teresa deve diventare un luogo accogliente e stimolante anche per loro. Con discreta continuità accogliamo gruppi giovanili di parrocchie e associazioni per l’animazione della Messa domenicale e degli spazi di accoglienza, per visite al Museo don Angelo Lolli, per fare servizio nelle attività che si svolgono dentro a Santa Teresa. Vogliamo sviluppare questa attività e pensarne anche di nuove da rivolgere ai giovani con l’auspicio che scelgano Santa Teresa anche per fare volontariato, per dedicare un po’ del loro tempo libero agli altri, promuovere nelle giovani generazioni un rinnovato senso di responsabilità per il destino delle comunità in cui vivono che non possono essere abbandonate a questa deriva individualista e violenta che ci sta imbruttendo.
Il nostro tempo è questo, qui e ora siamo stati chiamati ad essere testimoni del Vangelo di Gesù e non vogliamo alibi. Santa Teresa il 25 gennaio 2028 festeggerà il Centenario della sua nascita: vogliamo arrivare a quella data con la convinzione nel cuore che don Lolli da lassù, magari già Santo, sia contento della sua Opera”.
Matteo Casadio, vice direttore Opera di Santa Teresa

