Passaggio di consegne a Santa Teresa: Don Alain González Valdés è il nuovo direttore

Don Alain González Valdés è il nuovo direttore dell’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna. Nominato dall’Arcivescovo Mons. Lorenzo Ghizzoni, ha assunto ufficialmente il suo incarico da metà ottobre. Parroco e cancelliere della Diocesi, ha lasciato la direzione della Caritas raccogliendo il testimone da Don Alberto Graziani, che è stato direttore di Santa Teresa per sette anni e anche parroco di San Biagio, San Zaccaria e Vicario generale della Diocesi.

Domenica 2 novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, Don Alain González Valdés celebrerà, alle 9:30, la sua prima messa nella chiesa di Santa Teresa.

Il saluto di Don Alberto Graziani: “Continuare a dare risposte di carità per portare sempre più al largo la barca di Don Angelo Lolli”

“Grazie di cuore a tutte quelle persone e realtà che in questi anni di servizi mi e ci hanno supportato nel cercare di portare sempre più al largo, la barca della carità di Don Angelo Lolli. Mi ha fatto sempre compagnia pensare ai miei predecessori, soprattutto a Don Angelo Lolli e a Don Matteo Solaroli, che hanno offerto tante risposte di carità alle domande sofferte che salivano dal cuore dei loro contemporanei; e quelle loro risposte, mentre alleviavano sofferenze e comunque davano sollievo, sono poi diventate stabile servizio ed espressione di fede e stabile condivisione di intensa umanità. In questi anni io (e dico noi) in Santa Teresa abbiamo cercato di rivivere quella esperienza. E penso che questo sia un cantiere ancora aperto, che consegno con fiducia al mio successore e alle sue energie ancora molto giovanili. Grazie a tutti, che possiamo sempre avere come meta fedele e comune, la fratellanza e l’amore verso il nostro prossimo”.

 

Don Alberto Graziani

Don Alain González Valdés: “Entro all’Opera con la curiosità di chi desidera dare il suo contributo a questo segno bellissimo della nostra chiesa”

“Parlare di questi primi giorni all’Opera di Santa Teresa non è facile, soprattutto perché non sai da dove iniziare. Ho conosciuto l’Opera da seminarista, quando durante il secondo anno di teologia, nel fine settimana stavo con i preti anziani ospitati a Santa Teresa, e poi sempre con il seminario in occasione delle Festività portavamo i nostri saluti e gli auguri agli ammalati. Come direttore della Caritas sono stato più volte all’Opera, in questi anni inoltre abbiamo avviato una bellissima collaborazione tra Caritas e Santa Teresa. L’Opera non è un luogo completamente nuovo per me, ma è così grande, così imponente e complessa che ti rendi conto che conoscerla è veramente impegnativo. Sono tanti i servizi e le iniziative che porta avanti e solo quando ci entri dentro lo capisci.  Entro all’Opera con la curiosità di colui che ha ancora tanto da imparare e che desidera dare il suo contributo a questo segno bellissimo della nostra chiesa diocesana. Entrare all’Opera è anche una grande responsabilità. Il direttore è il successore di Don Angelo Lolli, il prete dei poveri e degli ultimi, è questo non è una cosa da poco. Inizio questo nuovo percorso con un enorme sentimento di gratitudine verso di lui, ma anche verso i diversi sacerdoti che hanno donato la vita per l’Opera, un pensiero in particolare va a Don Alberto Graziani e al diacono Luciano Di Buò. Gratitudine verso le suore della congregazione di Santa Teresa di Gesù Bambino che per anni sono state l’anima di questo luogo, verso le tante persone che hanno lavorato e ancora oggi lavorano per questo ente religioso. La ricchezza del passato dell’Opera di Santa Teresa possa essere luce per trovare nel nostro oggi, nuove strade di carità cristiana“.